Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, aeroporto punta ai voli per Monaco e Barcellona entro il 2024. Persi i 250mila euro di FlyVolare

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

“I 250 mila euro da recuperare nella vicenda FlyVolare sono diventati credito inesigibile, in base all’ultimo parere legale”. Il generale Stefano Panato, presidente Sase, società di gestione dell’aeroporto San Francesco, conferma la notizia dei soldi definitivamente persi. Di mezzo milione versati per i voli mai attuati, ne sono rientrati la metà. Il nuovo piano industriale 2020-204 e la ricapitalizzazione chiuderebbero la parentesi passata lanciando lo scalo verso nuove rotte. Le somme che devono versare i soci sono importanti: 2.950.000 euro per quest’anno, 5.250.000 nel 2022 5.150.000 nel 2023, 5.050.000 nel 2024. Uno scenario prefigurato in presenza di Covid. Tanto serve per attivare le nuove rotte e superare gli sbilanci del passato. Tra cui l’ultimo, relativo al 2020: il ripianamento delle perdite è pari a 1.254.813 euro. Nel triennio è fissata una crescita dei ricavi del 43,96% per “l’apertura di nuove destinazioni”. Questo è possibile “solo attraverso l’apporto di contributi da parte di enti”. I soci devono sborsare. Al momento la Camera di commercio di Perugia, prima azionista al 37,64% (subito dietro la Regione con Sviluppumbria, al 35,96%) non è operativa per scadenza degli organi, attende il commissariamento ministeriale e non è al momento in grado di assicurare le quote. Parallelamente nasce la Camera di commercio dell’Umbria, con previsione di subentro. Sul fronte rotte il piano prevede Londra Stansted, Catania, Palermo e Trapani annuali e Charleroi, Bari-Brindisi (dal 2023), Barcellona-Girona (dal 2024) e Lamezia Terme (dal 2022) stagionali: tutti con Ryanair. Confermati Rotterdam con Transavia, Vienna con Lauda Air stagionali, Tirana con Albawings annuale. Bucarest annuale. E poi il piatto forte: Monaco con Air Dolomiti, annuale, 4 volte a settimana, a partire dal prossimo anno. “Monaco apre tutto il mondo Lufthansa e i collegamento con gli Stati Uniti, che permetterebbe di incrementare molto l’incoming”, spiega Panato. Oltre al turismo tedesco. E’ proprio la vocazione turistica dell’Umbria che l’aeroporto deve sfruttare e implementare. Nel piano però c’è tutto un capitolo “rischi”, legato al Covid, con i dati sul traffico crollato nel 2020. E previsioni nefaste in caso di altre ondate: e. “La riduzione del traffico in un orizzonte temporale di medio-lungo termine potrebbe compromettere la sostenibilità del piano industriale dell’Aeroporto dell’Umbria 2020-2024”, è scritto nero su bianco. Poi c’è il nodo Ryanair. Il San Francesco come tutti gli aeroporti secondari “non riveste per le compagnie una rilevanza strategica quindi non è possibile escludere che Ryanair possa decidere di variare le tratte operate, ridurre significativamente la propria presenza o cessare i voli sull’aeroporto ovvero che in futuro il predetto accordo possa non esser rinnovato in tutto o in parte”. Al momento - come per altri 12 scali - la società ha sospeso i voli su Perugia.