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Terrorismo suprematista, inneggiavano a Breivik e Traini e nelle chat scrivevano: "E' ora di spargere molto sangue"

Francesca Marruco
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Ci sono anche una diciottenne di Gubbio e un 24enne di Castiglione del Lago tra le persone perquisite in Italia perché collegate al 22enne di Savona arrestato per terrorismo suprematista. Anche loro hanno fatto parte della chat telegram “Vento bloccato”. Quella in cui si leggeva: “Purtroppo si spargerà molto sangue, ma per una buona causa. Finalmente i liberali, i marxisti, i capitalisti si renderanno conto di cosa hanno provocato”. In queste chat si incoraggiava lo “School shoothing”: “In tre possiamo coprire tutte le uscite della scuola” scriva un utente, “io mi divertirei più classe per classe, col lanciafiamme e un ak47 di scorta, io vogli o guardarli in faccia e sentirli urlare, una goduria”. C’è poi una seconda chat, questa creata su WhatsApp, denominata “Nuovo ordine sociale”, di cui facevano parte 38 persone. “Sarò un Traini 2.0”, diceva il 22enne di savona. E della chat, facevano parte più che altro giovanissimi, come gli umbri. Secondo la Procura di Genova - che ha coordinato le indagini condotte dalle Digos di Genova e Savona e dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – nella chat si “propagandava idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale e istigava a commettere atti di violenza per motivi razziali e religiosi, contro i neri e gli ebrei, minimizzato gravemente la Shoah e anzi manifestando idee apologetiche della stessa e dei crimini di genocidio”. Non solo, Il 22enne, Andrea Cavalleri, “ha promosso e diretto un’organizzazione chiamata Nuovo ordine sociale, avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, e religiosi, nonché il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo”. Va accertato quanto i due giovani umbri abbiano rivestito ruoli attivi all’interno delle chat. Al momento infatti nessuno dei due giovani risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Genova. Ciò nonostante sono finiti tra i perquisiti ieri in Italia. Oltre alla provincia di Perugia, controlli e sequestri sono stati effettuati nelle città di Torino, Cagliari, Forlì-Cesena, Palermo, Bologna, Cuneo e. ovviamente, Genova e Savona. Nel corso della perquisizione, eseguita ieri mattina dai poliziotti della Digos della questura di Perugia, guidata dal vicequestore, Gianfranco Leva, secondo quanto reso noto dalla stessa questura di Perugia, sono stati sequestrati computer e supporti informatici. Non sono stati invece individuati nelle abitazioni dei due, studentessa lei, lavoratore lui, entrambi italiani non militanti che non avevano rapporti di conoscenza tra loro, né vessilli o simboli legati al gruppo estremista o legati all’eversione nera, né armi.Una volta portati in questura a Perugia per tutti gli adempimenti di rito, i due giovani si sarebbero in qualche modo giustificati dicendo di aver preso parte a quelle chat partendo dal link di un video postato su youtube e di averne poi preso le distanze, uscendone, quando hanno capito che si andava ben oltre la propaganda. La versione fornita in via del Tabacchificio verrà ora verificata con l’analisi dei supporti informatici. Nelle deliranti chat - quella Whatsapp inizialmente chiamata “Nuovo ordine sociale”, è stata poi ribattezzata come “Gruppo fascistone” - i cui contenuti sono allegati all’ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Genova, si legge infatti, tra le altre cose: “Ci sei per un massacro in piazza in armatura templare o uniforme SS?”. “E’ tempo di imbracciare le armi e combattere il vero nemico. Dimenticatevi tutte le volte in cui sono stati oppressi dallo Stato Sionista. Il giorno in cui la verità  splenderà sul globo è molto vicino. Questo manifesto è una chiamata alle armi. Combattere fino all’ultimo respiro. Non abbiate pietà. Sieg Heil!”E ancora, “L’apocalisse è necessaria, è tempo di eliminare e purificare”. Il tutto accompagnato da immagini di stragi . Nelle chat si parla di morte, di necessità di arruolare persone disposte a tutto che non hanno nulla da perdere. E non c’è solo il razzismo  a muovere i deliri criminali di chi inneggia a Hitler, venera Breivik e si ispira all’Atomwaffen division. Ci sono anche le donne. Il gruppo dice che “potremmo essere i primi incel italiani a fare un’azione”. Incel sta per “involontary celibates, “ossia - sta scritto nell’ordinanza - coloro che incolpano le donne della loro incapacità di avere relazioni sentimentali”. 
“La misoginia - scrive il gip di Genova, paola Faggioni - è spinta fino a giustificare lo stupro e l’uccisione delle donne , definite come “bambole gonfiabili e carne da sterminare” a cui “sparare un colpo secco in testa” e i “video di stupri e torture su donne vengono definiti come arte”. Nel carnet del razzismo criminale del gruppo che la polizia ha fermato, non manca l’omofobia.  L’indagine ha subìto un’accelerazione perché Cavalleri, venuto a conoscenza dell’esistenza dell’indagine  a carico del suo principale complice, minorenne, aveva espresso la volontà di fuggire per sottrarsi alla giustizia.