Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, appalti manipolati in sanità, le intercettazioni: "Assumono i figli di chi fa le gare"

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

“Loro prendono al lavoro i figli di chi fa le commissioni nelle gare d’appalto”, diceva una ex dipendente di Servizi Associati mentre parlava con Reno Vitali, allora dipendente della Servizi Associati, tra i primi a finire nel registro degli indagati dell’inchiesta sugli appalti pilotati all’ospedale di Perugia che poi ha imboccato la strada dei concorsi truccati. Adesso che i concorsi stanno per passare il traguardo dell’udienza preliminare - la sentenza è attesa per martedì prossimo -, sembra venuto il tempo per rimettere in fila quanto temporaneamente lasciato da parte. I pm titolari dell’indagine, Mario Formisano e Paolo Abbritti, sono ripartiti dunque da perquisizioni disposte nei confronti di Lucio Scarponi, dirigente della Servizi associati e di Patrizia Valentinucci, Responsabile della gestione, pianificazione e controllo delle attività esternalizzate della Usl Umbria 1. I due sono accusati di corruzione e turbativa d’asta. Secondo l’accusa, che negli ultimi giorni ha subìto una decisa accelerazione, Scarponi infatti avrebbe assunto il figlio di Valentinucci in cambio di un bando di gara, indetto da Umbria salute Scarl, per i servizi di pulizia e sanificazione fatto su misura, nonché di proroghe o omessi controlli per la stessa questione. E proprio di questo parlavano Vitali e la collega quando ancora erano dipendenti della Servizi associati. E il fatto che parlassero di Valentinucci è messo nero su bianco in una richiesta di autorizzazioni alle intercettazioni che la Procura fece al gip nel 2018. “Si sentono sicuri con questa cosa - diceva Vitali - adesso è la Valentinucci che gestisce tutto assieme a Scarponi”, diceva Reno Vitali. Lo stesso Vitali, giovedì è stato raggiunto da una nuova informazione di garanzia in cui si avvisa della nomina dei consulenti tecnici che a partire dal 28 gennaio dovranno esaminare i supporti informatici sequestrati a Scarponi e Valentinucci. La stessa informazione di garanzia è stata recapitata anche a Maurizio Valorosi, Emilio Duca, Ambrogi Roberto, Serena Zenzeri, Roberto Bacchetta e Carlo Nicastro. Sono tutti, a vario titolo, accusati di corruzione e turbativa d’asta. Anche per quanto riguarda Zenzeri (per cui i pm hanno chiesto il non luogo a procedere in udienza preliminare concorsopoli), la corruzione riguarda l’assunzione del figlio a fronte della proroga del servizio di pulizie alla Servizi associati. Della questione parlava Maurizio Valorosi, intercettato: “Io avrei dovuto, a un certo punto potevo denunciarla, licenziarla (...) ha fatto assumere il figlio, lei era all'economato, una che mi fa assumere il figlio e una settimana dopo mi fa una modifica di un contratto da sei milioni senza di' niente a nessuno e lo mette in esecuzione prima che c'è la delibera”. Una “modifica contrattuale d'accordo con la Servizi associati”