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Terni, soldi spariti dai conti correnti dopo un bonifico: vittima un'altra azienda ternana

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Ancora un caso a Terni di soldi “spariti” da un conto corrente dopo un bonifico bancario, dopo la vicenda della società di Montecastrilli che, dopo aver bonificato 100 mila euro da un proprio conto bancario a quello di un altro istituto per pagare gli stipendi dei propri dipendenti, si è accorta che l’ordine era andato in favore di un altro soggetto sconosciuto.

E la banca ordinante, dopo aver inizialmente accreditato la somma, l’ha nuovamente prelevata, aprendo la strada ad un contenzioso con la società, assistita dagli avvocati Francesco Carsili e Giorgio Moricciani, per riottenere la somma. Un episodio praticamente analogo è accaduto nel marzo 2020 ad un'altra impresa ternana che, sempre attraverso lo stesso istituto di credito, aveva disposto un bonifico di poco meno di 12 mila euro in favore di un fornitore.

Qualche giorno dopo la società e il creditore si erano accorti che quella somma era finita ad un altro soggetto, a tutti sconosciuto, con un Iban completamente diverso da quello di chi avrebbe dovuto ricevere la somma. In questo caso, dopo la denuncia penale contro ignoti ai carabinieri, e l'intervento degli avvocati Nicola Zingarelli e Susanna Faustini in rappresentanza della società, la banca aveva restituito la somma nel giro di un paio di mesi. Salvo poi fare marcia indietro a luglio, prelevando i 12 mila euro in questione dal conto del cliente, così come avvenuto con la società di Montecastrilli.

Da qui è partita un’azione civile verso la banca volta a riottenere la somma e i danni patiti, visto che la società ternana, per fare fronte all'ammanco, ha dovuto contrarre un finanziamento ad un tasso di interesse relativamente elevato. Almeno due, quindi, i bonifici che hanno “sbagliato strada” negli ultimi mesi a Terni, segnale - molto probabilmente - di una truffa su cui l'autorità giudiziaria è chiamata a fare piena luce.

“L'analogia fra quanto accaduto nei due casi, con il coinvolgimento dello stesso istituto di credito - affermano gli avvocati Zingarelli e Faustini - lascia sospettare il carattere non episodico di quanto avvenuto".