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Caso Suarez, Riesame su Olivieri: "Incarico preordinato, inusuale senso di impunità"

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Francesca Marruco
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“Il conferimento all'indagato di incarichi di studio e ricerca” in “posizione di staff del direttore generale” conferita a Simone Olivieri dall'ex dg facente funzioni Francesco Lampone con ordine di servizio del 14 dicembre scorso “appare artatamente preordinato al fine di garantire, nelle more dell'operatività della misura interdittiva, la continuità nello svolgimento di un ruolo attivo nell'ambito della gestione dell'Ente universitario”. Lo scrivono i giudici del tribunale del Riesame di Perugia – presidente Giuseppe Narducci, a latere Alberto Avenoso, Emma Avella – nelle motivazioni con cui hanno rigettato la richiesta di revoca della misura avanzata dalla difesa dell'ex direttore generale travolto dallo scandalo dell'esame farsa di Luis Suarez. 
I giudici, ritengono che Olivieri abbia “palesato un inusuale senso di impunità e onnipotenza”. E, pur dando conto che quell'ordine di servizio - adottato per il tribunale al di fuori del perimetro degli atti urgenti di cui poteva occuparsi Lampone - è stato revocato in seguito al parere negativo dell'avvocatura distrettuale dello Stato, sottolineano quanto “lo stesso susciti perplessità sotto plurime angolazioni”. “Da un lato infatti – spiegano – Olivieri è stato investito di un incarico amministrativo- gestorio a distanza di circa 10 giorni dall'interdizione. Tale investitura, seppur formalmente non in contrasto con la misura interdittiva avrebbe nondimeno comportato, in concreto la remissione dell'indagato nella posizione di staff del dg. 
Così si sarebbe aggirata la ratio dell'inibitoria coincidente con la necessità di neutralizzare eventuali condotte intrusive dell'indagato nelle dinamiche gestorie dell'ente”. Dall'atto del Riesame emerge intanto che, dopo la richiesta formale di dimissioni avanzata dal Cda nei confronti di Olivieri, rimasta lettera morta, il 30 dicembre, il titolare dell'Ufficio procedimenti disciplinari ha avanzato una contestazione a Olivieri e lo ha convocato. Intanto ieri la prorettrice, Dianella Gambini, ha reso noto di aver inviato una lettera al ministro, Gaetano Manfredi, dopo il loro confronto di martedì con cui sollecita l'approvazione delle modifiche statutarie. 
Gambini ha inoltre reso noto di aver avviato le procedure per il reintegro della composizione del Cda “affinché questo possa prontamente tornare ad essere pienamente operativo”. dopo le dimissioni di alcuni membri. Mercoledì è stata anche inviata una nota al ministro dell’Università per ribadire la necessità di un riscontro celere sulle modifiche allo statuto d’ateneo in vista delle elezioni del nuovo rettore.