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Terremoto, ricostruzione lontana nel cratere: i numeri. Svolta dalle ordinanze ma c'è ancora molto da fare

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Nel centro Italia il 2020 è stato l’anno dell’accelerazione per la ricostruzione post terremoto. E’ quanto ha detto lunedì il premier Giuseppe Conte nel suo discorso di replica durante il dibattito per la fiducia alla Camera. Ma qual è realmente la situazione? I numeri, forniti dagli uffici del commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, parlano 118 milioni di contributi erogati, 350 cantieri aperti e altrettanti chiusi nel corso del 2020. Su 80 mila edifici censiti come inagibili dopo il sisma del 2016-2017, le istanze di contributo presentate sino a oggi sono quasi ventimila, di queste quelle accolte sono 7.500. Nell’anno che si è appena concluso sia le domande presentate che quelle approvate rappresentano il 60% del totale. Nei Comuni del cratere sono state ristrutturate e rese immediatamente abitabili quattromila abitazioni, 1.700 delle quali nel 2020. Le pratiche in lavorazione negli Uffici speciali e nei Comuni e in fase di integrazione da parte dei tecnici, quindi non ancora giunte a conclusione, sono circa 12 mila. Una accelerata alla ricostruzione si è ottenuta con l’ordinanza 100 che ha previsto uno snellimento delle procedure. L’ordinanza definisce una nuova procedura per ottenere i contributi pubblici alla riparazione degli immobili danneggiare dal sisma, prevede tempi certi per tutti i passaggi del procedimento e stabilisce i compiti di ciascun soggetto coinvolto nella ricostruzione. Secondo quanto riferiscono gli uffici del commissario Legnini, se fino allo scorso giugno per approvare una pratica servivano di media 425 giorni ora ne sono sufficienti 65.  Quindi, le ordinanze hanno dato e daranno un forte impulso alla ricostruzione che al momento resta ancora lontana dal suo completo compimento.  Secondo i numeri forniti dal Dipartimento della protezione civile, sono 8.438 le persone che, nel cratere, vivono ancora nei moduli abitativi. E, dato aggiornato a febbraio 2020, 31.793 quelle che usufruiscono del contributo di autonoma sistemazione.