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Covid Umbria, circolo ricreativo rischia di non riaprire più. Il presidente: "Per noi niente ristori"

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“Stiamo lottando da mesi per la sopravvivenza ma è sempre più complicato: a parlare è Francesco Favaroni, da cinque anni presidente del circolo Ripabianca, nel comune di Deruta, un centro aggregativo che conta un centinaio di soci, chiuso per decreto dal 26 ottobre e, prima ancora, da marzo a giugno. “Da giorni sto girando tra commercialisti e Agenzia delle entrate ma non c’è niente da fare: pur rientrando come codice Ateco nei ristori, non possiamo accedervi perché non siamo registrati come partita Iva ma attraverso codice fiscale”, evidenzia Favaroni. Una situazione comune a molti circoli ricreativi. “Intanto noi, chiusi e abbandonati da tutti, non riusciamo neanche a pagare le utenze che ci arrivano. In settimana ci staccheranno la luce ma abbiamo i congelatori pieni e rischiamo di dover buttare via tutto”. Da qui l’appello social: Stiamo lottando con la speranza che un giorno si possa riaprire per riabbracciare tutti - si legge in un post su facebook - nel mentre vi volevamo solo dire che la merca che abbiamo sta lentamente scadendo e questo ci dispiace. Stiamo cercando di vendere il più possibile, per non buttare tutto al macero: abbiamo birre, succhi, the, integratori, cioccolato, patatine, gelati e cornetti surgelati da cuocere. Se siete interessati a prendere qualcosa a prezzo di costo ne saremo felici”.