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Perugia, impiegato insospettabile arrestato per pedopornografia: per il gip non c'è pericolo di reiterazione di reato

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Il gip, Natalia Giubilei, gli ha chiesto se avesse mai scaricato immagini pedopornografiche anche utilizzando la rete internet del posto di lavoro, un ufficio pubblico dell’Umbria. Il 53enne, arrestato con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico ha negato l’eventualità in sede di interrogatorio di garanzia, ma i poliziotti del Compartimento di polizia postale dell’Umbria, guidati da Michela Sambuchi, stanno eseguendo verifiche anche in questo senso. Secondo quanto emerso, il gip ha infatti contestato all’uomo di aver tentato un collegamento dal cellulare tramite rete wi-fi del posto di lavoro. Ad ogni modo, tutto quel che il 53enne ha scaricato - i poliziotti parlano di 40 mila file con immagini e video pedopornografici - sarà verosimilmente oggetto di un accertamento tecnico irripetibile alla presenza anche di un consulente della difesa. Lo annuncia l’avvocato, Michele Moroni, che difende l’insospettabile impiegato insieme all’avvocato Emanuele Bernardini. In sede di udienza di convalida dell’arresto disposto dal pm, Gianpaolo Mocetti, i legali avevano chiesto la remissione in libertà in nome della collaborazione del 53enne con gli inquirenti e, solo in subordine i domiciliari. Il gip ha dunque accolto solo in parte la richiesta dei legali, ritenendo consona la misura degli arresti domiciliari in un’abitazione in cui non c’è connessione internet e non ha telefono cellulare, che gli è stato sequestrato dalla polizia. Questo scongiurerebbe il pericolo di reiterazione di reato. Secondo il giudice poi non ci sarebbe neanche pericolo di inquinamento probatorio, dato il sequestro e la preview effettuata dagli esperti della postale.