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Perugia, pizzeria sfida il Dpcm ma viene chiusa. Multa per i titolari, identificati anche tutti i clienti

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Sono stati tra i pochissimi ad aderire, in Umbria, all’iniziativa #iorestoaperto1501 ma la protesta è finita presto. Intorno alle 20 polizia e carabinieri si sono presentati alla pizzeria Dal Gale, a Perugia, hanno sanzionato i titolari, identificato venti clienti (a cui presto, probabilmente, arriverà una multa) e fatto chiudere il locale. Che questo potesse essere l’epilogo Daniele Bartolini, uno dei soci del locale, lo sapeva bene. “Ma questo è l’unico modo che abbiamo per focalizzare l’attenzione sul dramma che sta vivendo la nostra categoria”, aveva spiegato nel pomeriggio. “Questi provvedimenti schizzofrenici del governo ci tagliano le gambe, siamo pronti a tutto perché così noi ad aprile non ci arriviamo - aveva raccontato Bartolini - Noi abbiamo aperto il primo novembre 2019 e da allora abbiamo vissuto un anno di inferno. Adesso non ne possiamo più, abbiamo bisogno di lavorare”. Sin dall’inizio dell’emergenza, Dal Gale si sono attuati tutti i protocolli di sicurezza: percorsi delineati per non fare incrociare i clienti, camerieri che portano anche il conto per evitare spostamenti, menù monouso, plexiglass per separare le postazioni, bombolette disinfettanti per sanificare qualsiasi oggetto all’interno del locale oltre a mascherine per tutti e gel per le mani all’ingresso. Tutto inutile. “Ci fanno stare aperti solo a pranzo quando noi, che siamo una pizzeria, lavoriamo praticamente solo di sera. Dal 24 ottobre non vendiamo più una birra, i nostri fritti - che erano una richiesta fissa dei nostri clienti - con l’asporto sono praticamente dimenticati. Così non si può andare avanti”. E i cinque dipendenti - aveva aggiunto - stanno già soffrendo” perché due a giro devono restare in cassa integrazione. “La colpa - aveva spiegato - è di decisioni “che non sembrano avere alcuna logica”. “Che senso ha permetterci di restare aperti a pranzo e non a cena? Cosa cambia dal punto di vista della sicurezza dei clienti?  Così non si può andare avanti”. E così, sotto l’hashtag #ioapro1501 la pizzeria di Ferro di Cavallo ha voluto sfidare le regole. Già nel tardo pomeriggio aveva ricevuto la visita delle forze dell’ordine che, in maniera molto onesta, gli avevano spiegato che non si poteva rimanere indifferenti e che sarebbero tornati per un controllo. Nonostante tutto la decisione è stata quella di andare avanti, consapevoli del rischio di una sanzione da 400 euro di multa e di possibili cinque giorni di chiusura. “Abbiamo l’assistenza di uno studio legale che si occuperà delle contestazioni e che eventualmente tutelerà i nostri clienti”, aveva sottolineato Benedetti. Evidenziando come tra la gente ci sia voglia di normalità. Tanto che loro, ieri,avevano fatto il tutto esaurito in fatto di prenotazioni. Sarebbe stato tutto pieno anche stasera e domani. Invece sono arrivate le forze dell’ordine.