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Suarez, la professoressa Gambini incontra il ministro Manfredi. L'Udu: "Bene le dimissioni, le avevamo chieste noi"

Francesca Marruco
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Un mese appena. Tanto ha resistito al timone di Palazzo Gallenga la professoressa Dianella Gambini che ieri ha rimesso il suo incarico da prorettrice al ministro dell’Università, Gaetano Manfredi. La decisione di Gambini è maturata in seguito alle dimissioni della professoressa Filomena Laterza, docente di lingua italiana che ieri mattina si è dimessa dal Cda. Rumors sulle dimissioni di un membro del Cda che mercoledì aveva votato (con una astensione e critiche roventi) lo spacchettamento delle deleghe in capo al dg e la loro attribuzione a quattro Ep c’erano già da giovedì pomeriggio. Ieri mattina l’ufficializzazione e nel primo pomeriggio la missiva in cui Gambini ha annunciato di aver rimesso il suo incarico. 
“Ho appreso oggi con stupore e rammarico delle dimissioni di un membro del Cda” scrive Gambini, “l’organo manca ora del necessario numero di componenti per la sua valida costituzione. Stante la situazione, l’opera di continuità amministrativa che abbiamo intrapreso - nonostante le oggettive e indiscutibili difficoltà e criticità - diviene impossibile. Avrei sinceramente auspicato una maggiore collaborazione interna in ragione del superiore interesse a tutela dell’Ateneo e degli studenti dello stesso, cui per primi va il mio costante pensiero e a beneficio dei quali, ho sempre orientato la mia attività”. “Prendendo atto della radicale impossibilità di proseguire nei compiti e nelle funzioni che ho sin qui espletato, ho rassegnato le mie dimissioni da prorettrice al ministro e ho rimesso a lui ogni determinazione in merito alla guida dell’Ateneo”. 
All’orizzonte, secondo quando emerge, spunterebbe di nuovo fuori l’ipotesi commissariamento. Ma è anche possibile che vengano indette subito le elezioni per il nuovo Rettore, che si sarebbero dovute tenere a marzo. Al momento infatti non resta nulla della dirigenza di Palazzo Gallenga: tra sospesi, dimissionari, interdetti o non in possesso di qualifica, l’Ateneo è senza guida. E l’ultima ha suscitato non poche perplessità quanto a decisioni, vedi il bando per dg a tempo pubblicato e poi ritirato in autotutela o le deleghe spacchettate. Gli studenti di Sinistra universitaria- Udu Unistrapg, che per protesta non hanno partecipato all’ultimo Cda, avevano chiesto questo epilogo già martedì. “Martedì 12 gennaio, - hanno scritto ieri in una nota - dopo aver inviato una email alla prorettrice Dianella Gambini, abbiamo diffuso un comunicato stampa nel quale chiedevamo che la stessa rassegnasse le dimissioni per agevolare una transizione verso una situazione più chiara e più stabile. Apprendiamo oggi che la nostra richiesta, seppur alla luce di altre motivazioni, è stata accolta. Ribadiamo ciò che affermiamo da sempre: il nostro unico interesse è quello di tutelare gli studenti, che stanno subendo un danno incalcolabile dalla cattiva gestione del nostro Ateneo e dalla pessima immagine che ne sta conseguendo. Vorremmo tornare quanto prima ad occuparci di cose belle e propositive, ma, come abbiamo già detto, questa fase di ricostruzione non può prescindere da una profonda ristrutturazione della nostra Università”. Le fila di chi chiede un taglio netto col passato e col presente si allungano sempre di più.