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Caso Suarez, l'accusa: "Alla Stranieri adottate procedure di dubbia liceità"

Francesca Marruco
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La vicenda dell’esame farsa di Suarez si intreccia con un’altra questione che coinvolge gli stessi protagonisti. E’ quella dei concorsi. Concorso per il passaggio di ruolo dei professori ordinari. Concorso per i dottorandi, ancora pendente e al centro di pesanti polemiche, ma anche altre procedure che il nucleo di polizia economico finanziaria della finanza di Perugia ha messo in fila in una informativa datata 10 novembre. L’annotazione prende le mosse dal fatto che la professoressa Stefania Spina ha “posto in essere condotte di dubbia liceità finalizzate a tutelare se stessa, atteso il suo status di indagata”. Nello specifico i militari parlano dell’intervento di Spina “con il consenso della Rettrice Grego Bolli” che “è intervenuta in maniera decisa nel tentativo di ostacolare il corretto svolgimento del concorso per l’ammissione al corso di dottorato, cercando di impedire che due candidati, da lei in precedenza sostenuti e risultati primi, non fossero dichiarati vincitori, rendendosi disponibile a rettificare i verbali della commissione e la graduatoria finale”. Per i militari, guidati dal comandante Antonella Casazza, “la semplicità con cui è stato proposto di modificare dei verbali di commissione solleva dubbi sul corretto svolgimento delle procedure concorsuali che si tengono all’interno dell’Università per stranieri. Il fatto che la Rettrice si sia resa disponibile a intervenire in supporto della Spina suggerisce che la pratica di adattare documenti ufficiali alle esigenze del momento e adoperarsi per condizionare l’esito delle procedure concorsuali non sia del tutto estranea alle logiche e ai metodi dell’Ateneo”. Fatte queste premesse i militari spiegano che dall’analisi di pc e telefoni sequestrati il 22 settembre sono emerse “ingerenze sull’operato delle commissioni esaminatrici al fine di indirizzare verso una valutazione favorevoli li candidati segnalati”. In particolare, i finanzieri - che hanno effettuato le indagini coordinati dal procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone e dai pm, Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti - esaminano la procedura con cui la stessa Spina ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario e una procedura di Unistra per un posto da ricercatore. Per i militari, “il fattor comune” è la fattiva ingerenza” di Grego Bolli e Spina. “I contattabili bisogna parlarci”, affermava la rettrice che si è dimessa dopo lo scandalo Suarez. Grego Bolli arriva a chiedere a un’ex prefetto di Perugia se aveva conoscenze all’Università di Palermo. “E’andata non bene, ma benissimo” annuncia in seguito Grego Bolli a Spina. “L’unica cosa che mi sono dimenticata di dirti - disse uno dei commissari a Grego Bolli - è che la nostra amica mi ha raccomandato la massima discrezione poiché i risultati non escono subito anche se è già tutto fatto”.