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Inchiesta terremoto in Umbria, la Procura: "ingiusto vantaggio" all'hotel di Bianconi

Alessandro Antonini
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L’ex candidato Pd-M5s alla presidenza della Regione e consigliere regionale del gruppo misto, Vincenzo Bianconi, è indagato in un fascicolo sugli affidamenti e i contributi post sisma a uno dei suoi hotel, lo sporting hotel Salicone. L’avviso di garanzia è stato notificato ieri, quando i carabinieri hanno sequestrato centinaia di documenti nel Comune di Norcia. 
Il pm Patrizia Mattei e i carabinieri ipotizzano "abuso d'ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” per le procedure di affidamento del servizio di erogazione dei pasti ai terremotati (nei moduli abitativi collettivi) e quelle per il trasporto pubblico scolastico a Norcia tra il 2017 e il 2020.
Bianconi è indagato insieme ad altri sette: tre suoi familiari, il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno e tre tecnici comunali. Una di questi, Donatella Bucchi, è in pensione. E’ stata responsabile ai servizi sociali fino al 2017. Gli altri tecnici indagati sono quelli l’hanno sostituita,  Daniela Camelia (dal2017 al 2019) e Angelo Bucchi. I Bianconi sotto inchiesta, oltre a Vincenzo, sono il padre Carlo, il fratello minore Federico e la madre Anna Pizzichini, quali presidente e amministratori delegati del Salicone di Norcia. Sono 26 le determine nel mirino in tre anni. Tra il 2017 e il 2019 sono stati quantificati 2,5 milioni di affidamenti allo stesso hotel. Secondo la Procura dietro c’erano “accordi e collusioni tra i pubblici ufficiali che gestivano le procedure con i rappresentanti del Salicone” finalizzati “alla pubblicazione tardiva o successiva allo svolgimento degli affidamenti”, con importi frazionati “anche in più occasioni nello stesso anno in modo da ricorrere ad affidamenti diretti sotto soglia comunitaria e procura negoziata senza pubblicazione del bando, a proroghe tecniche anche per brevi periodi, con procedure svolte sotto le feste e le ferie (dicembre e agosto), tutti sistematicamente conclusi in favore del Salicone, in violazione dei principi di trasparenza e concorrenza”. Da qui la seconda ipotesi di reato: la turbativa delle procedure per la fornitura pasti e trasporti, “così procurando intenzionalmente alla società - che risultava sempre affidataria degli appalti di servizi indicati - un ingiusto vantaggio patrimoniale, in corso di esatta quantificazione”. Negli atti di indagine vengono elencate le ditte escluse. Come la Serenissima di Venezia per la ristorazione: ha riferito di “non aver ricevuto alcun invito alla presentazione per l’affidamento del servizio mensa 2019 nonostante avesse presentato una manifestazione di interesse”. Idem per altre tre ditte sul fronte trasporti. “Criticità e anomalie” riferiscono gli investigatori sono state riscontrate “in tutte le procedure indette nel periodo post sisma” in questi due settori. Sono 128 gli atti, tra determine mail e fatture, per cui è stato disposto il sequestro in Comune. Bianconi è stato candidato alla presidenza della Regione e il 25 ottobre 2019 ha incassato il supporto del governo (foto Stefano Principi) a Narni.