Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, la curva non cala prima di maggio. Le proiezioni: "Nello scenario peggiore 850 morti entro aprile e 950 ricoverati"

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

Nella migliore delle ipotesi la curva dei contagi inizierà pian piano a scendere, ma non prima di maggio. Non c’è uno scenario “semplice” o “veloce” per uscire dall’incubo pandemia nei modelli predittivi per l’epidemia elaborati dall’ingegner Fortunato Bianconi del Nucleo epidemiologico della Regione Umbria. In base al modello matematico adottato che permette di valutare gli scenari del carico ospedaliero, in relazione all’andamento dell’epidemia e al parametro di intervento, in base alle misure di contenimento in essere a partire da domani, è ragionevole attendersi 367 ricoveri per fine mese, (di cui 46 in terapia intensiva) almeno 476 a inizio aprile (di cui 63 in terapia intensiva) e 802 morti. In queste ultime proiezioni infatti, a differenza di tutte le precedenti, è stato aggiunto anche il parametro dei decessi. Per spiegare che l’allentamento delle misure e degli accorgimenti personali, portano non solo a un numero più alto di malati e ricoverati, ma poi anche di decessi. 
“Purtroppo la curva non scende e sembra stabilizzarsi su valori alti anche con un contenimento, ci sono molti positivi e molti ospedalizzati” spiega Bianconi, “quindi anche piccole variazioni, che sono connesse a quello ognuno di noi fa e al cambio di interventi possono innescare nuovamente una rapida impennata della curva”. L’altro messaggio che, secondo Bianconi va diffuso è che “non va sottovalutato che fino a maggio dovremo far fronte anche alla gestione della pandemia congiuntamente alla campagna di vaccinazione, anche perché se la curva dovesse di nuovo riprendere come negli scenari peggiori, la campagna vaccinale  potrebbe procedere con difficoltà”. 
Lo scenario peggiore, al momento, secondo le stime del modello Seirl, quello cioè che parla di una riduzione dell’intervento del 30% rispetto a quello attuale e che “non va lontano da quello che potrebbe accadere con la riapertura delle scuole e delle attività ricreative con tutto quel che comportano” dice l’esperto, parla di 579 ricoverati all’inizio di febbraio (di cui 69 in terapia intensiva), di 946 ricoverati a fine marzo con il picco di ricoveri in terapia intensiva a inizio aprile con 124 degenti e il numero inquietante di 853 morti all’inizio di aprile in Umbria. Lo scenario mediano, ottenuto con ipotizzando una riduzione di intervento del 20% prevede 462 ricoverati a inizio febbraio (di cui 56 in rianimazione), 695 a inizio aprile (di cui 92 in rianimazione) e 826 decessi all’inizio di aprile. "Il virus purtroppo circola ancora in maniera importante, anche con gli asintomatici che hanno un peso importante nell'instabilità della diffusione epidemica” conclude Bianconi. L’unica soluzione? Spezzare le catene di trasmissione. Mantenendo le distanze.