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Covid, così l'edicola di Perugia resiste alla crisi. La titolare, Cesarina Chiacchiera: "Consegno anche i giornali a casa"

Sabrina Busiri Vici
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Cesarina apre tutte le mattine alle 8,30. Compresa la domenica. L’edicola della signora Chiacchiera a Elce, situata tra via Innamorati e via Annibale Vecchi, è tra le poche a resistere alla crisi della carta stampata. “I clienti sono sempre più anziani e in dieci anni sono calati del 90%. Ma io non mollo- racconta -. La collocazione della mia rivendita è ottima: vicino alle scuole ed Elce è un quartiere universitario, pieno di giovani anche se con il Covid gli studenti se ne vedono pochi. Poi qui la gente si può fermare con l’auto: c’è il parcheggio, non è come in centro storico che non ci va più nessuno”.
Cesarina si concede di aprire più tardi la mattina, rispetto ai suoi colleghi, ma poi tira dritta fino a tarda sera, stacca dopo le 22. “Mi aiutano a chiudere i ragazzi della pizzeria, da sola non ce la faccio ad abbassare la saracinesca”, racconta. 
E all’ora di pranzo invece di tornare a casa, Cesarina si porta dietro la gavetta e va a consegnare i giornali alle persone che non si possono muovere dalla propria abitazione. “E’ un servizio che faccio con il cuore, anche se nel tempo sono sempre meno a chiedermelo”.
Per l’edicolante l’ipotesi di una riduzione delle tariffe tributarie annunciata dall’assessore comunale Cristina Bertinelli è un provvedimento che si doveva prendere da tempo. Necessario. “A farmi rimanere aperta dopo tanti anni non sono certo i guadagni con il pagamento del canone di locazione e della tassa sul suolo pubblico più le spese della luce in cassa rimane ben poco”. Ma adesso con l’abbattimento del canone commerciale, che dovrebbe passare in consiglio comunale domani, una rivendita di 10 metri quadrati, come quella di Chiacchiera, arriverebbe a risparmiare quasi 700 euro l’anno. “E’ già qualcosa”, commenta.
Mentre parla Cesarina non si ferma un attimo. I cliente non si limitano a comprare quotidiani o periodici ma fanno conversazione con lei e le raccontano del proprio cane, dei nipoti, dell’auto che non va. C’è anche chi le porta un cartoccio di dolci fatti in casa e lei per ringraziare regala una rivista e un sorriso. 
“Mi ha fermato solo il Covid, - ammette - sono dovuta stare chiusa per diverso tempo, non ho più nessuno che mi possa sostituire, mia madre lo ha fatto fino a 95 anni. ma ora non c’è più”.