Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria zona gialla ma a rischio alto. Il direttore Dario: "Servono comportamenti molto rigorosi"

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

Per un soffio l’Umbria resta zona gialla e schiva, almeno per il momento il temuto arancione, che avrebbe comportato diverse, pesanti, limitazioni. Come la maggior parte delle regioni italiane, eccezion fatta per Lombardia, Sicilia, Veneto, Emilia Romagna e Calabria, il cuore verde resta nella fascia di minore gravità e nessuno nello stivale è diventato rosso. Per cui nessuna limitazione negli spostamenti, se non per il coprifuoco notturno e per i confini regionali.Da domani quindi il cuore verde non rientrerà in altre “fasce”: a differenza delle altre settimane, l’ordinanza del ministro Speranza scatta dalla domenica. Ma l’Umbria non ha troppo da esultare: la curva è in risalita, l’Rt puntuale degli ultimi giorni idem e ancora non si vedono gli effetti degli incontri familiari natalizi. A sintetizzare il tutto il direttore generale alla sanità regionale, Claudio Dario: “Dobbiamo stare molto attenti ed essere molto rigorosi nei nostri comportamenti perché la situazione può evolvere rapidamente, l’Rt puntuale è già cresciuto e per difendere questa classificazione bisogna stare attentissimi”. Tanto che l’Umbria è a rischio complessivo di peggioramento “alto”. A concorrere a questa definizione ci sono diversi elementi: l’Rt puntuale sopra l’1, (1.01 compreso tra 0.90 e 1.08), il trend di focolai in aumento (130 solo nell’ultima settimana presa in esame), tra cui nuovi negli ultimi 7 giorni nelle Rsa, la presenza di nuovi casi segnalati negli ultimi 5 giorni e il sovraccarico (34%) dell’occupazione di posti letto covid nelle terapie intensive. Solo le aree mediche comuni non segnalano allerte preoccupanti. Sono infine in crescita anche i casi non collegati a catene di contagio note: da 491 a 633. 
La situazione umbra riflette un po’ quel che accade a livello nazionale. Nel report dell’ISS sta infatti scritto che questa settimana “si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L’incidenza a 14 giorni torna a crescere dopo alcune settimane di decrescita, aumenta anche l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio. L’indice di trasmissione nazionale è in aumento per la quarta settimana consecutiva e, per la prima volta dopo sei settimane, sopra uno”.