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Perugia, il finanziere arrestato per corruzione accusato anche di essere socio occulto di una società: migliaia di euro di guadagni in nero

Il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini

Francesca Marruco
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Per la Procura della Repubblica di Perugia, che avrebbe preferito non gli venissero concessi gli arresti domiciliari, il luogotenente della guardia di finanza, Savino Strippoli, non solo si è fatto pagare i lavori della piscina da due imprenditori (anche loro in un primo momento arrestati ai domiciliari), ma sarebbe stato anche “socio occulto” di una società immobiliare da cui avrebbe tratto per anni guadagni illeciti nell’ordine di decide di migliaia di euro. Non solo, le accuse - questa in particolare integra lo specifico reato di collusione in danno della guardia di finanza - del Procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini, assieme a Strippoli, l’altro socio occulto era un altro finanziere (ora in pensione).
“Guarda è un casino, mannaggia, e niente praticamente hanno iniziato una verifica fiscale alla società”, diceva Strippoli intercettato. E l’altro militare gli rispondeva. “Alla nostra?”. E ancora Strippoli: “Tocca stare attenti specialmente per me e per te, nel senso che visto, i soci regolari solo loro quattro”. Non solo, Strippoli in quella stessa occasione suggeriva al collega di avvicinare un altro militare, uno di quelli che stava facendo il controllo fiscale. La stessa moglie del luogotenente, intercettata mentre parlava con lui “chiede preoccupata” sta scritto agli atti: “Non possono risalire a voi, vero?”. E il marito le dice: “No, no, io non sono citato”. 
Ma i colleghi che di fatto hanno iniziato ad indagare su Strippoli di iniziativa mettendo insieme diversi di un puzzle che non tornava e poi pian piano hanno capito quel che avrebbero preferito non conoscere, annotano che negli anni, i due hanno ricevuto “decine di migliaia di euro senza corrispondere i tributi a ciò conseguenti”. In un’occasione, per la vendita di una villa nel 2019 risultano pagamenti per 7.500 euro. Agli atti è finito anche un appunto di uno dei soci noti dell’immobiliare in cui c’erano i nomi dei militari coinvolti. E poi ci sono le altre intercettazioni: “Io per 7/8 mesi te posso dà 1000 euro al mese”, diceva uno dei soci ufficiali. E ancora: “Quanto m’hai dato adesso” chiede Strippoli intercettato all’altro: “Due mila” gli risponde. “Ascolta - aggiunge il socio noto - quattro soli sono: gennaio e febbraio siamo arrivati a sei mila, marzo e aprile sei a arrivato a otto mila, ecco è semplice”. In sede di interrogatorio di garanzia, il luogotenente Strippoli, ha ammesso di essere stato socio occulto della società. “Riconosco di avere sbagliato”, ha fatto mettere a verbale. “La mia intenzione era quella di intestare la quota a mia moglie o ai miei figli perché io non potevo figurare, invece ho lasciato perdere e abbiamo proseguito in questo modo senza regolarizzare la situazione”.