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Umbria Covid, serrata dei ristoratori contro le chiusure a singhiozzo imposte dal governo

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I ristoratori sono esasperati. E tra di loro c’è, addirittura, chi fa la serrata. Il Mio (Movimento imprese ospitalità) ha dato vita a due giorni di protesta contro le chiusure a singhiozzo che vengono imposte dal governo. “L’esecutivo si fa beffa del nostro comparto”, sbotta il coordinatore per l’Umbria, Enrico Guidi titolare, a Perugia, del ristorante Il Cantinone di via Ritorta. Nelle giornate di giovedì e venerdì sono molti i locali che, anche in città, hanno aderito all’iniziativa nazionale tenendo le saracinesche abbassate. Altri, pur mantenendo aperto il proprio locale perché impegnati principalmente con l’asporto, hanno comunque affisso il cartello del Mio per solidarietà. “Questo aprire e chiudere ci sta causando danni enormi - spiega Guidi - forse non ci si rende conto cosa vuol dire richiamare per due giorni un dipendente dalla cassa integrazione oppure approvvigiornarsi senza possibilità di programmazione. Spendiamo centinaia di euro per merce che poi siamo costretti a buttare via. Io stesso, la scorsa settimana, mi sono ritrovato con quattro fusti di birra scaduti, 480 euro persi. Ed è solo un esempio”. Il Movimento che rappresenta le aziende del mondo horeca fa appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché prenda consapevolezza di questo totale caos e intervenga. “ La situazione è totalmente fuori controllo - evidenzia Guidi - il 20 novembre il premier Conte ha fatto un discorso in tv, davanti a milioni di italiani, promettendo ristori immediati. Siamo a gennaio e tutto è in alto mare. All’Agenzia dell’Entrate dicono di non avere idea di quando potremmo avere qualcosa. Nel frattempo continuiamo a pagare le tasse”. Il Movimento - che già il 23 dicembre si è ritrovato a Roma per manifestare, nel rispetto delle regole anti Covid in piazza San Silvestro - non esclude ulteriori iniziative di protesta per i prossimi giorni.