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Covid in Umbria, l'epidemiologo Stracci: "Ci aspettiamo un aumento nei prossimi giorni"

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Alessandro Antonini
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"Mi aspetto un aumento della curva epidemica nei prossimi giorni”. Parla il professor Fabrizio Stracci, epidemiologico del Comitato tecnico scientifico regionale e docente di igiene nel dipartimento di medicina dell’Università di Perugia. La tendenza alla crescita è indicata anche nel modello statistico di previsione del nucleo epidemiologico regionale, elaborato dall’ingegnere dei sistemi Fortunato Bianconi, membro insieme a Stracci del Nucleo epidemiologico. Da ieri, 6 gennaio, con un balzo di 347 contagi (+48% rispetto al giorno prima) e i nuovi positivi che tornano sopra quota 4.000 (+ 141 in 24h), la curva è tornata a salire con nettezza. La quota dei 347 nuovi positivi in 24 ore era già stata toccata il 30 dicembre, ma c’erano 22 ricoverati in meno. Per trovare un valore più alto bisogna tornare al 28 novembre, quando c’erano 348 nuovi positivi e 416 ricoverati. Oggi, 7 gennaio, è atteso un ribasso: i tamponi di ieri, giorno di festa sono minori in media perché legati ai soli sintomatici. Ma dopo si attende una risalita. Secondo Stracci è probabile che si stia assistendo ai primi effetti degli spostamenti delle feste: pranzi e cene tra parenti e amici. “E’ l’elemento centrale. E ci sono esempi su alcuni comuni del Lago, che oggi hanno dati alti per i cluster familiari”. Significativo il caso di Magione: ci sono 10 focolai sviluppati in altrettante famiglie nel giro di 16 giorni. “Il 20 dicembre c’erano 18 casi e 129 al 6 gennaio”, fa sapere il sindaco Giacomo Chiodini, che fa riferimento alle visite intrafamiliari avvenute tra Natale e Capodanno. Progressione anomala che, però, potrebbe essere “sentinella” di una tendenza più generale da qui ai prossimi giorni. Lo stesso Stracci, che è stato interessato del caso, ipotizza uno screening di popolazione. Altri casi da sorvegliare sono Gualdo Tadino, Nocera Umbra (entrambi sopra i 10 positivi per 1000 abitanti) e Corciano (7 positivi per mille). Stiamo entrando nella temuta terza ondata? “Per ora diciamo che la seconda ondata esita ad entrare in un a fase di decisa riduzione”, risponde Stracci. Sempre il grafico del Nucleo epidemiologico prevede che se non si riapre (dalla scuola agli altri fronti) si resta in una indefinita “fase di mezzo”. Non si scende. E se si allenta si cresce. Il docente di Fisica dell’ateneo perugino, Luca Gammaitoni, che lavora su modelli statistico matematici. “Stiamo ancora aspettando di capire se lockdown applicato dal 24 dicembre ha avuto effetto oppure no”, afferma Gammaitoni. “Sembra però”, continua il fisico, “che un grande effetto in senso di riduzione della curva non vi sia stato. Se le restrizioni hanno funzionato, dovremmo avere un calo. Che al momento non c’è. Ma bisogna aspettare almeno fino a lunedì per avere un quadro più chiaro. Certo, il trend di riduzione si è interrotto e nei giorni scorsi c’è stata una ricrescita. Questo è riconducibile agli allentamenti di quando l’Umbria è tornata in zona gialla, circa 15 giorni prima di Natale”.