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Covid in Umbria, partono le vaccinazioni di massa per sanitari e anziani. Oltre 5 mila dosi arrivate con Dhl

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Alessandro Antonini
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Partono oggi, 31 dicembre, le vaccinazioni di massa del personale sanitario regionale e degli ospiti delle Rsa. Ieri sono arrivate oltre cinquemila e ottocento dosi, distribuite nei quattro ospedali “hub” a Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello. Sono state recapitate attraverso corrieri Dhl scortati dalla polizia. “E’ stato annunciato l’arrivo in media di cinquemila dosi a settimana”, fa sapere Alessandro D’Arpino, dirigente della farmacia dell’ospedale di Perugia. Sono già stati allestiti i punti di somministrazione. Le fiale serviranno anche per vaccinare gli ospiti delle residenze sanitarie assistite: verranno raggiunti a domicilio da apposite squadre composte da un medico, due infermieri, un oss e un amministrativo. L’invio più sostanzioso è stato all’ospedale di Perugia: 390 fiale per 2.340 dosi. Dopo l’ok dell’Aifa per ogni fiala si possono ricavare non più cinque ma sei dosi. Si inizia oggi e di va avanti fino al 4 gennaio, Capodanno compreso. La postazione con tre stanze dedicate è stata allestita davanti all’ellissi, la facoltà di medicina. Si conta di vaccinarne 400 al giorno. Per gli altri ospedali ci sono 1.170 dosi, con una previsione di somministrazione di 240 al giorno. Le adesioni del personale sanitario sono arrivate al 70%. L’ordine dei medici di Perugia con una nota fa sapere che, fermo restando il principio di libertà di scelta, i medici per operare devono vaccinarsi. “Nessuno vuole impedire il confronto, ma riteniamo che chi rifiuta il vaccino non possa stare in corsia o operare nelle Rsa”, è scritto nel comunicato. Sull’opportunità di estendere a tutti i vaccini in modo più capillare, c’è la disponibilità dei farmacisti. “Questa è un’occasione da non perdere – sottolinea il presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Perugia Filiberto Orlacchio – per compiere una svolta nella lotta contro il Coronavirus che così tanta sofferenza ha determinato nel mondo, nel nostro Paese e nelle nostre case. Per vincere la sfida, tuttavia, serve il contributo di tutti e noi farmacisti siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo, confermando il nostro ruolo sia sociale che di educatori sanitari nei confronti dei cittadini”.