Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, salta la corrente a San Vetturino, i residenti calcolano oltre 150 mila euro di danni

Patrizia Antolini
  • a
  • a
  • a

Ammonta ad oltre 150 mila euro di danni la richiesta di risarcimento che sta raccogliendo il consorzio dei residenti di San Vetturino. Le 36 famiglie sono state vittima di un sovraccarico di tensione il 23 dicembre e, sebbene la corrente elettrica sia stata subito riattivata da Enel, le schede elettroniche di elettrodomestici, impianti d’allarme, cancelli automatici e caldaie, sono rimaste irrimediabilmente bruciate. A causare il guaio alle porte del Natale, al termine di un regolare intervento di manutenzione, l’immissione di energia con tensione 380 volt, piuttosto che 220 volt. Ad essere danneggiate risultano in tutto 96 famiglie collegate alla cabina dove si è verificato il problema ma è il consorzio diretto da Gerardo Calvio a tenere le fila della vicenda. Vicenda che per altro si presenta piuttosto ingarbugliata. “Ci stiamo informando per come presentare la richiesta di risarcimento all’Enel - spiega Calvio - ora cercheremo di capire se dovremmo presentare una domanda collettiva o presentare singole mail. Al momento da una prima stima dei danni possiamo dire che ogni famiglia presenta un conto attorno ai 4mila euro, moltiplicato per i componenti del Consorzio si arriva a una cifra plausibile di 150 mila euro. Ma mi tengo sicuramente al di sotto della cifra reale. Cifra alla quale vanno aggiunte le utenze di tutti gli altri residenti della zona che non sono afferenti al nostro consorzio”.

Al di là del disagio immediato, per molte famiglie c’è da capire, soprattutto nel caso di elettrodomestici più grandi se si tratta di una riparazione o dell’acquisto di un nuovo prodotto. Certo, i conti di elettricisti e tecnici sono già stati inseriti alla voce del bilancio familiare, spese non previste.

Intanto un contrattempo è stato risolto: la pubblica illuminazione a distanza di una settimana è stata finalmente ripristinata. Il ritardo in questo caso, non era tanto di Palazzo dei Priori, quanto della società appaltante del servizio. I timori dei residenti erano ricollegati alla paura di furti e visite impreviste. Fortunatamente ora le abitazioni non sono più al buio.