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Perugia, l'emergenza Covid non ferma i tassisti. La categoria lancia un appello al Comune: "Non spostate il parcheggio taxi"

sabrina busirivici
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I tassisti sono tra le poche categorie a lavorare 24 su 24 in tempi di pandemia. Ma le ripercussioni economiche del virus non hanno risparmiato neppure loro: “Chiuderemo con un 65/70% in meno di fatturato rispetto all’anno precedente, la notte abbiamo dimezzato l’attività ma siamo l’unico servizio efficiente in circolazione. A peggiorare la situazione c’è l’aumento dei costi dovuti all’attività di sanificazione, all’uso continuo di alcol e gel e all’allestimento dei divisori: tutte procedure totalmente a carico nostro a eccezione delle mascherine che ci vengono fornite dalla Protezione civile”. Il racconto è di Daniele Caseti vice presidente di Perugia Taxi.

La cooperativa è formata da 48 autisti con 36 auto a disposizione e 38 licenze. “C’è chi spartisce auto e licenze con altri soci”, puntualizza Caseti. Nel servizio diurno ci sono sempre tra le 28 e 32 auto presenti in città, di notte da 4 a 8 mezzi e rimangono attivi solo i parcheggi taxi della stazione; dell’ospedale e di piazza Italia. “Siamo l’unico servizio che può rispondere con flessibilità agli arrivi in stazione notturni - specifica Caseti -. Gli autobus hanno corse diradate. Durante il periodo natalizio un miglioramento della situazione lo abbiamo registrato ma ancora in fascia gialla poi tutto è drasticamente calato”.

Tra le criticità da affrontare il vice presidente di Perugia Taxi segnala che nel piano di riqualificazione di piazza Vittorio Veneto il parcheggio taxi sarà spostato di un centinaio di metri: dall’ingresso della stazione al piazzale della Coop. “Un vero disservizio che i chiediamo all’amministrazione di riconsiderare soprattutto in relazione a una utenza composta prevalentemente di persone anziane. Ma anche in funzione della scomodità che può creare a chiunque fare un tratto di strada con il maltempo alla ricerca un taxi all’uscita della stazione”.