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Perugia, caso del medico deceduto per Covid: chiesto il sequestro delle chat. I legali della famiglia: "Morte annunciata"

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Alessandro Antonini
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Un testimone da sentire. Una figura tecnica, un sanitario informato sulla situazione clinica del dottor Stefano Brando, il primo medico umbro morto di Covid all’ospedale di Perugia. E’ uno dei capitoli della memoria che gli avvocati della famiglia, Marco Piazzai e Carlo Bonzano, si apprestano a depositare sul tavolo del procuratore capo Raffaele Cantone e dell’aggiunto Giuseppe Petrazzini. C’è un’indagine aperta per omicidio colposo da parte della Procura di Perugia. La persona in questione sarebbe utile - secondo i legali - nella ricostruzione degli ultimi giorni di vita del medico. Tra le verifiche da attuare c’è anche quella legata alle terapie somministrate prima del decesso. Ci sono telefonate e messaggistiche da acquisire. In particolare la mattina del 14 novembre, cinque giorni prima del decesso, in varie chat si è sparsa la notizia, poi smentita in serata, della morte del dottore. In quelle stesse ore ci sarebbe stata una telefonata di un sanitario a uno dei familiari per informarli che non c’era più niente da fare. Come a dire che ormai la situazione era compromessa. Una morte quasi “annunciata”, spiega Piazzai. Stando alle prime risultanze dell’autopsia Brando è morto per insufficienza multiorgano come effetto del Covid. Ma in base ai riscontri acquisiti si sarebbe negativizzato prima del decesso. L’obiettivo dei legali nominati dalla famiglia è accetare che siano state approntate le terapie necessarie fino alla fine e senza tralasciare nulla. Al centro dell’input fornito all’indagine dagli avvocati c’è anche la verifica dei tempi del trasferimento dal reparto di malattie infettive alla terapia intensiva. E, a ritroso, del momento ricovero: in particolare sono già state acquisite dagli inquirenti le tre telefonate al 118 effettuate nei tre giorni precedenti all’invio dell’ambulanza. Brando, 62 anni, è il primo medico di medicina generale deceduto per Covid in Umbria. Il 3 dicembre è deceduto, dopo essere stato contagiato, il secondo dottore “di base”, Natale Mariani, 66 anni. A pochi giorni dal decesso della madre, anche lei contagiata dal Coronavirus.