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Umbria, economia in crisi: in sei anni scomparsa una Partita Iva su quattro. I cali maggiori a Narni e Umbertide

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Il confronto nel periodo 2013-2019 fa registrare la scomparsa di una Partita Iva su quattro nei 19 comuni umbri con più di 10mila abitanti. E’ quanto emerge dal rapporto MediaCom043. I cinque cali maggiori li evidenziano Narni, con una flessione del 26,6% (da 882 a 647, -235, in pratica è sparita più di una Partita Iva su 4), Umbertide (da 735 a 553, -24,8%), San Giustino (da 490 a 373, -23,9%), Marsciano (da 873 a 669, -23,4%) e Perugia con -23,1% (da 8mila 614 a 6mila 625, -1.989). Flessioni oltre il 20% anche a Corciano (-21,5%), Assisi (-21,5%), Città di Castello (-21,4%) e Foligno (-20,1%).
I cali più bassi, sempre nei comuni umbri oltre i 10mila abitanti, ad Amelia e Castiglione del Lago (entrambi -11,9%). Il comune di Terni (-22,1%) fa un po’ meglio di quello di Perugia.
Il dato regionale (comprensivo di tutti i comuni) vede una flessione del 21% (-9mila 197 Partite Iva, con la scomparsa in sei anni di oltre una su cinque), mentre la provincia di Terni, complessivamente, mostra un arretramento più forte (-21,8%) della provincia di Perugia (-20,8%). L’andamento del reddito Irpef complessivo delle Partite Iva nei comuni umbri sopra i 10mila abitanti. I dati peggiori a Gualdo Tadino (-20,1%, -2,775 milioni di euro) e Todi (-16,5%, -3,179 milioni di euro). Gualdo Tadino segna un triplice primato negativo. Non solo è il comune umbro sopra i 10 mila abitanti in cui il reddito complessivo reale annuo delle Partite Iva cala di più (-20,1%, che significa la scomparsa di 2,776 milioni di euro annui) nei sei anni considerati, ma anche quello in cui il loro reddito complessivo scende più del numero delle Partite Iva e quello che presenta il reddito medio annuo più basso tra i municipi più grandi.