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Spoleto, la direttrice del Covid hospital: "Vaccinarsi serve anche a ridurre le mutazioni del virus"

Francesca Marruco
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Il dono più prezioso dell’anno, arrivato in una camionetta dell’esercito e scortato da due gazzelle dei carabinieri, ha varcato i confini dell’Umbria che non era ancora giorno. Le prime 85 fiale di vaccino Pfizer, promessa di ritorno alla vita ante-Covid, ieri mattina sono state inizialmente depositate al magazzino farmaceutico dell’ospedale di Perugia per un controllo di conformità. Poi sono ripartite alla volta del San Matteo degli Infermi, scelto dalla Regione come primo ospedale per le vaccinazione dove alle 10 sono iniziate le somministrazioni. 
La prima, in assoluto a ricevere l’iniezione, è stata la dottoressa Michela Cardamone, del team vaccinale della Usl Umbria 1 che poi è partita alla volta della Rsa di Perugia, dove ha vaccinato anziani e operatori . Insieme a lei anche il 30enne Lorenzo Nicchi, medico Usca della Usl 1: “Il vaccino è un sollievo e lo accolgo con serenità, perché nonostante sia giovane lavoro a contatto coi positivi e un po’ di paura da marzo a oggi l'ho avuta. Speriamo che la nostra vaccinazione serva anche a spronare il resto della popolazione a fare altrettanto”. I primi a fare l’iniezioni, tra l’emozione generale sono stati, appunto, gli operatori sanitari dei quattro team vaccinali delle due aziende ospedaliere e delle due Asl. Poi è stata la volta degli operatori sanitari. Tra questi i primari di Perugia dei reparti Covid e Terni. Carlo Vernelli, dottore della clinica di malattie infettive del Santa Maria di Terni: “Per fortuna abbiamo già iniziato le vaccinazioni che sono un passo importantissimo per il contrasto di questa nuova malattia che da un anno ci fa soffrire a tutti i livelli. C'è un po' di emozione, ma con la certezza che vaccinarsi è un comportamento da attuare dai più giovani ai più anziani, perché è la vera misura che ci consentirà nel tempo di sconfiggere il Covid 19. È vero che è stato sviluppato in modo rapido, ma abbiamo la sicurezza che le istituzioni a livello internazionale hanno predisposto tutti i controlli necessari e questo ci fa stare tranquilli”. I sanitari sono usciti alla spicciolata dal San Matteo degli Infermi e, alle 12, i commissari e i direttori di Asl e ospedali dell’Umbria - Massimo D’Angelo, Massimo De Fino, Marcello Giannico e Pasquale Chiarelli - hanno fatto il punto con la stampa. sottolineando la profonda sinergia e il gioco di squadra che si sta mettendo in piedi. 
La dottoressa Orietta Rossi, responsabile Covid hospital di Spoleto, molto emozionata, ha detto: “In nove mesi siamo riusciti ad avere quello che definisco un raggio di sole in fondo al tunnel: personalmente ci ho sempre creduto molto e ho apprezzato la sinergia mondiale di tutti i colossi che si sono messi insieme per tutelare la salute del mondo intero. Anche per questo sento ancora di più l'esigenza di sensibilizzare il personale sanitario e la comunità per la vaccinazione. La cosa peggiore che possa succedere, infatti, è non aderire pensando che non sia efficace, mentre l'obiettivo è esattamente opposto: vaccinare il più possibile per ridurre le mutazioni e ulteriori varianti e in questo senso l'esempio del personale sanitario è ancora più importante”. Per tutti gli 85 primi vaccinati l’appuntamento adesso è con la seconda dose il 18 gennaio. Per tutti gli altri l’appuntamento dovrebbe essere a strettissimo giro, già questa settimana è previsto il secondo invio