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Perugia, la virologa Francisci: "Mi sono vaccinata. è l'unico modo per uscire dalla pandemia. La tregua del virus sta finendo"

Francesca Marruco
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Sono già circa sette mila i sanitari umbri che hanno aderito alla proposta di vaccinazione fatta dalla Regione Umbria. Lo ha spiegato ieri il commissario straordinario della Usl 2, Massimo De Fino. I potenziali beneficiari sono 15.600. Di questi circa 12mila hanno letto l’invito. “Bisognerà fare una grossa campagna di convincimento per quelli che sono incerti”. Lo sostiene la professoressa Daniela Francisci, direttore di malattie infettive dell’ospedale di Perugia che ieri è stata la prima a ricevere la dose di vaccino tra i colleghi del Santa Maria della Misericordia. 
“La chiave - aggiunge - per la riuscita del vaccino c’è solo se si vaccina una vasta fetta di popolazione quindi speriamo che la gente sia abbastanza lucida da capire che è una opportunità. Anche perché, come vediamo il virus rallenta e poi riparte, il vaccino è l’unica strada per fermarlo”. E anche in ospedale, le vaccinazioni vanno fatte velocemente. “Si stanno predisponendo quattro postazioni nell’azienda” spiega Francisci “si potrebbe arrivare a fare anche 400 persone al giorno”.
Il commissario della Usl, De Fino ieri ha spiegato che “in due mesi il personale sanitario sarà coperto e immunizzato. Procederemo a scaglioni in modo da non coinvolgere interi reparti nello stesso momento per scongiurare eventuali blocchi”. Nei prossimi giorni partirà la formazione per un centinaio di operatori in modo che ogni azienda e Asl abbia almeno 4 o 5 team di vaccinatori. E’ il direttore regionale alla sanità, Claudio Dario a spiegare che “martedì (domani, ndr) arriverà in giunta un piano per i vaccini che stiamo ultimando in queste ore. Per quella data dovremmo avere non solo l’assetto organizzativo ma anche tutte le indicazioni dalla struttura commissariale da cui dipendiamo completamente per la calendarizzazione delle prossime somministrazioni e per tutta la logistica, di certo non semplice”. Dario spiega inoltre che intanto i tamponi tutte le persone che arriveranno dall’Inghilterra, o che abbiano avuto contatti con la cosiddetta variante inglese, verranno inviati all’Istituto zooprofilattico.
Anche la virologa Francisci, interviene sulla questione: “I virus Rna tendono a mutare e comunque, fino a questo momento non ci sono state mutazioni che hanno cambiato profondamente la struttura del virus, senza contare che sia il vaccino Pfizer che Moderna sono modificabili strada facendo”. E, proprio per quanto riguarda la variante inglese, risulta un solo tampone in fase di studio in Umbria. Quanto infine al tipo di copertura o immunità offerta dal vaccino, la professoressa spiega che non è ancora chiaro se il vaccino Pfizer impedisca anche il passaggio del virus nel corpo. “Ad ogni modo - dice - è bene rimanere cauti nei comportamenti almeno fino alla seconda dose e non solo, anche perché, come vediamo, la frenata del virus ha rallentato e la tregua sta finendo”.