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Perugia, finanziere in cella per corruzione: anche i due imprenditori chiedono la revoca dei domiciliari

Francesca Marruco
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La decisione sulla possibile scarcerazione di Savino Strippoli, l’ispettore del Nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale della Guardia di Finanza di Perugia, nonché quella per i due imprenditori finiti come lui destinatari di una misura cautelare, potrebbe arrivare oggi, alla vigilia di Natale. Nel tardo pomeriggio di ieri infatti, il Procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini, ha inviato il suo parere sulle richieste di revoca delle misure presentate dalle difese dei tre arrestati.  Il parere, unico per i due imprenditori e per l’ispettore della finanza, è arrivato ieri pomeriggio dopo che, in mattinata, i due imprenditori, Alvano Bacchi e Giovanni Sandomenico erano stati ascoltati dal gip, Lidia Brutti, in sede di interrogatorio di garanzia. Entrambi hanno risposto alle domande poste dal giudice e dal Procuratore che, tra le altre cose, li accusa di corruzione per aver provveduto al pagamento di uno stralcio dei lavori eseguiti nella piscina di San Mariano di Corciano di proprietà dell’ispettore della finanza. Entrambe le loro difese hanno sostenuto che gli assistiti hanno risposto in maniera puntuale e collaborativa. Secondo quanto trapela da palazzo di giustizia,  i due avrebbero in parte confermato il quadro accusatorio, mentre per alcuni episodi si sarebbero mostrati reticenti. 
Secondo l’accusa che la Procura muove loro, i due avrebbero ripagato Strippoli per l’ interessamento riguardante le loro società. La 3M che all’inizio dell’anno era finita nel mirino dell’Agenzia delle Entrate. Il finanziere aveva addirittura cercato di influenzare la valutazione dei funzionari delle Entrate in favore degli altri due indagati che, come lui, sono finiti destinatari di un’ordinanza di  custodia cautelare. 
Secondo il gip, Lidia Brutti, che ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini, c’era il pericolo di reiterazione di reato e di inquinamento probatorio. 
In particolare, il giudice per le indagini preliminari, ha disposto le misure cautelari avendo rilevato il concreto ed attuale rischio che gli imprenditori, “al centro di una articolata rete di società, in alcuni casi fittiziamente intestate a terzi”, possano inquinare il quadro probatorio, mediante “la predisposizione ad arte di documentazione utile a tali strategie” avvalendosi ancora della compiacenza dell’ispettore. Venerdì scorso, al momento dell’esecuzione della misura, ai tre - che non sono assolutamente gli unici indagati in un’inchiesta destinata ad ingrandirsi - erano stati sequestrati loro cellulari e computer. Stamani verrà conferito l’incarico, in forma di accertamento irripetibile, per l’analisi dei contenuti dei supporti informatici. I finanzieri del Nucleo, che hanno prima  indagato di iniziativa a carico di un loro collega  e poi lo hanno arrestato continuano a fare accertamenti.