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Covid Umbria, emergenza lavoro. Per la Cisl un dipendente su tre va avanti con gli ammortizzatori sociali

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Oltre 11 punti di Pil persi e circa 300 mila lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali. Sono questi alcuni dei numeri allarmanti forniti dalla Cisl nel corso della video-conferenza di fine anno con tutti i segretari territoriali. Una preoccupazione manifestata a parole dalla Cisl Umbria che ha assunto forma nell’analisi fatta dal territorio perugino dal suo coordinatore Valerio Natili. “Nel 2019 – ha detto- il totale degli occupati in Umbria era pari a 364 mila unità. Nel 2020 gli occupati sono passati ad essere 356 mila, di questi il 19,70% sono occupati nel settore commercio, alberghi, ristorazione, nel 2019 la percentuale era del 21,2%”. Dal territorio perugino a quello dell’Alto Tevere. Il coordinatore Antonello Paccavia ha puntato l’attenzione sui limiti infrastrutturali del territorio. “Uno strumento strategico – ha affermato- rimane quello della concertazione con i comuni, che portiamo avanti assieme alla categoria dei pensionati nella tutela dei cittadini e delle fasce più deboli della società. Uno degli impegni che caratterizzerà il prossimo 2021 sarà quello dedicato dalla Cisl per le case della salute”. Il coordinatore Cisl Foligno – Spoleto Bruno Mancinelli che ha rappresentato una situazione territoriale variegata ma comunque da sempre impegnata con le amministrazioni nel tentativo di mantenere i servizi per i cittadini. Mancinelli ha trattato di sanità pubblica, vertenze e anche di ricostruzione”. A chiudere è stato Riccardo Marcelli che da rappresentante della Cisl confederale di Terni e Orvieto ha ricordato le varie difficoltà. Prima di tutto la sanità. “Il territorio necessita del nuovo ospedale e questo deve essere inserito nel piano sanitario regionale”.