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Perugia, il finanziere arrestato per corruzione chiede i domiciliari

Fra. Mar.
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Ha chiesto la revoca della misura cautelare in carcere l’ispettore del Nucleo di polizia economico finanziaria, Savino Strippoli, o, in alternativa, la sostituzione con una misura meno afflittiva come i domiciliari. Il finanziere ha avanzato la richiesta tramite il suo legale, Roberto Bianchi, al termine dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto ieri con il gip, Lidia Brutti e il procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini. Secondo la difesa infatti, dal momento in cui l’ispettore, accusato di corruzione, falso, rivelazione di segreto, accesso abusivo ai sistemi informativi, è stato sospeso dal servizio in seno al Nucleo, non c’è più il pericolo di reiterazione di reato, né quello di inquinamento probatorio. “Il mio assistito - spiega l’avvocato Bianchi - ha risposto lungamente al giudice spiegando le contestazioni che gli vengono mosse e, in qualche modo ridimensionandole laddove erano state ingigantite. Il confronto è stato mosso da spirito di grande collaborazione. Di certo respingiamo la ricostruzione che vede il mio assistito come una persona dedita a fenomeni corruttivi: è stato sotto inchiesta per molti mesi e sono emerse due ipotesi di reato”. Il gip si è riservato una decisione sulla richiesta di sostituzione anche dopo aver acquisito il parere del magistrato, titolare dell’inchiesta, il procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini. Secondo le accuse, Strippoli si sarebbe fatto pagare una parte dei lavori della sua piscina da due imprenditori, a loro volta finiti ai domiciliari. Alvano Bacchi e il suo collaboratore, Giovanni Sandomenico, difesi rispettivamente dagli avvocati Francesco Pugliese e Ilario Taddei e Francesco Areni, verranno invece interrogati domani.