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Covid in Umbria, Tesei: "Dagli errori fatti in pandemia le scelte per migliorare la sanità". Si apre il valzer dei direttori

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Alessandro Antonini
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Nessun umbro è stato curato fuori regione. Anzi, abbiamo accolto noi pazienti dal Lazio”. 
La governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei, non può non iniziare la conferenza stampa sul bilancio di fine anno sottolineando la della sanità regionale alla prova della seconda ondata Covid. Ammette qualche errore, parlando di “imprecisioni” e qualcosa che si poteva e “si può fare meglio”. “La pandemia ci ha fatto capire quali erano le criticità e quali le eccellenze della sanità pubblica regionale, fotografia che ci ha permesso e ci permetterà di migliorare l’intero sistema”. Poi l’annuncio: “Finita l’emergenza, la sanità umbra sarà riorganizzata e resa più attrattiva. Continuiamo a credere in una sanità pubblica universale”. Le strutture hanno retto, grazie al lavoro dei medici e all’organizzazione. Per i quattro commissari in scadenza a fine anno non c’è certezza di riconferma. “Faremo le scelte migliori”, Tesei è sibillina. Di mezzo c’è una pandemia dieci volte più forte di quella dello scorso inverno “che l’Umbria sta superando attivando 600 posti letto, 140 terapie intensive rispetto alle 69 iniziali e con un Rt al momento tra i più bassi d’Italia”. Frutto anche delle ordinanze più restrittive a livello regionale su scuola e commercio. L’Umbria ne sta uscendo, nonostante lo “tsunami” dei contagi, con un piano di salvaguardia pronto nel caso in cui arrivi la terza fase, da più parti annunciata. Ecco a cosa serve il terzo ospedale da campo in via di costruzione e posti letto nelle strutture esterne. I 14 posti nell’ospedale di Civitanova Marche voluto da Guido Bertolaso erano “un’ipotesi molto residuale”, assicura Tesei, che parla insieme ai suoi assessori dalla sala Montalcini dell’azienda ospedaliera di Perugia. Poco prima, fuori, pianta un Leccio, “albero simbolo dell’Umbria”, in ricordo dei 553 morti per Coronavirus nel cuore verde. Poi visita i 150 studenti universitari che aiutano nel tracciamento i dipartimenti di igiene delle Usl. Grazie anche a sanitari tutti, Prociv e l’aiuto delle Fondazioni bancarie. Ora la sfida è il vaccino che, come ha spiegato l’assessore alla sanità, Luca Coletto, arriverà a partire dal 27 dicembre (le prime 85 dosi, ndr). “Siamo fra i primi su tamponi, il tracing va, è mancato solo per pochi giorni”, dice l’assessore veneto. 
“Si vede la luce in fondo al tunnel”, insiste Tesei. Ora la sfida più importante è la “ripartenza economica della regione”. Elenca gli interventi messi in atto in pandemia, con i 100 milioni stanziati nella prima fase a fronte di 35 mln di minori entrate. Ricorda la spending review e la riorganizzazione delle partecipate. Inciso: non ci saranno rimpasti in giunta. Non di deleghe né di assessori. 
Quindi la parola alla squadra. Il vicepresidente Roberto Morroni cita i 98 milioni erogati e le 14 mila pratiche del Psr. Nel 2021 sarà approvato il piano rifiuti. Paola Agabiti Urbani snocciola i finanziamenti recuperati dai fondi strutturali (dove l’Umbria era in coda come impegno di spesa): 108 milioni, con altri 98 stanziati dal governo. Per Michele Fioroni “si è intervenuto nell’emergenza guardando al futuro”. Fiore all’occhiello il fondo Restart per le imprese (28 mln), il più remunerativo d’Italia in rapporto agli abitanti. Enrico Melasecche annuncia l’Agenzia e la gara dei trasporti, con l’azzeramento dei debiti (17 mln) sul tpl. In ultimo la previsione: il Nodino di Perugia sarà pronto a fine legislatura.

Un passaggio particolare dell’intervento della presidente della Regione è stato quello dedicato alla ricostruzione: “Non abbiamo lasciato indietro la ricostruzione post sisma – ha affermato -, anzi le abbiamo impresso una fondamentale spinta tanto da averne consentito il suo concreto avvio. Dopo quattro anni dalla scossa, infatti, siamo finalmente riusciti in pochi mesi di azione a rimuovere le macerie, a liquidare 1000 pratiche, a recuperare e spendere 9 milioni restati fermi addirittura dal sisma del 1997. Un lavoro costante e attento, quello sulla ricostruzione, che ci vedrà soddisfatti solo al suo termine, ma che in questo 2020 ha potuto contare, solo per dare qualche numero, 521 liquidazioni di stati di avanzamento per un totale di 29.900.000 euro e 540 anticipazioni a professionisti incaricati della progettazione di interventi di ricostruzione per un importo pari a 7.000.000 euro”.
Nel corso dell’anno “sono state presentate all’Usr 892 istanze, di cui 447 con la procedura semplificata. Alle 340 pratiche accolte corrisponde un importo di contributi concessi pari a 120.500.000 euro, ovvero il 55% del totale fino ad oggi concesso”.