Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Università per Stranieri di Perugia, docente vince il concorso ma per lavorare deve ricorrere al Consiglio di Stato

Il lampione restaurato

Sabrina Busiri Vici
  • a
  • a
  • a

Vince il concorso da professore ordinario per la cattedra di Letteratura italiana all’Università per gli stranieri di Perugia ma la chiamata non arriverà mai. Così Sabrina Stroppa, professore associato all’Università di Torino, ricorre al Tar contro il silenzio dell’ateneo e, successivamente, il tribunale amministrativo dell’Umbria rigetta l’istanza cautelare rimandando la discussione nel merito a settembre. “La motivazione del rigetto mi obbliga ad andare avanti -fa presente Stroppa -. Ora impugnerò l’ordinanza e farò appello al Consiglio di Stato”. E chiarisce: “Il mio ricorso è stato considerato illegittimo perché per il Tar non è vero che il dipartimento ha osservato il silenzio: c’è un documento, in particolare una comunicazione del direttore, che attesta la presa d’atto della non chiamata. Atto tra l’altro presentato sabato dall’Avvocatura di Stato ai legali ma mai pubblicato prima dall’ateneo né tanto meno comunicato. Documento di cui io non sapevo nulla fino a due giorni prima del dibattimento in aula”.

La professoressa, inoltre, specifica che la questione da un punto di vista giuridico, contenuta nel fascicolo sul tavolo del giudice amministrativo, è molto più complessa. E ripercorre le tappe: “Nel febbraio scorso - racconta Stroppa - sono stati emanati quattro bandi aperti (per interni ed esterni) per l’incarico di professore ordinario dall’Università per gli stranieri di Perugia. Tre sono stati vinti da docenti interni che hanno preso servizio dal primo agosto dopo un consiglio di dipartimento tenutosi a fine luglio. Soltanto io non sono stata chiamata, unica esterna. Appena ho saputo ciò che stava succedendo ho cercato di mettermi in contatto con la rettrice Giuliana Grego Bolli per avere un appuntamento. Ma mi è stato negato”. Stroppa aggiunge: “In seguito ho scoperto che il regolamento di ateneo contempla la non chiamata. Caso singolare e illegittimo secondo la legge Gelmini”.