Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid Umbria, pronto il piano vaccini. Si comincia a gennaio con sanitari e anziani delle Rsa, un anno e mezzo per l'immunità di gregge

  • a
  • a
  • a

Servirà un anno e mezzo per avere lo scudo vaccino in Umbria. E’ quanto emerso dall’incontro settimanale per fare il punto sull’emergenza sanitaria nella regione. “Il piano di arrivo dei vaccini prevede l’ingresso di sei produttori - ha spiegato il commissario per l’emergenza Covid, Antonio Onnis - Si comincerà con quelli della Pfizer le cui autorizzazioni dovrebbero essere anticipate al 21 dicembre. Questo porterebbe a un effetto a cascata sulla distribuzione con le prime consegne in arrivo già a inizio gennaio”. Il vaccino Pfizer prevede una doppia somministrazione e la catena dell’ultra-freddo per la distribuzione e conservazione mentre gli altri prodotti hanno bisogno di temperature fra i 2 e gli 8 gradi. Ciò comporterà l’adozione di strategie diverse nella erogazione. Onnis ha parlato anche di una organizzazione che richiede uno “sforzo imponente”.
Pfizer spedirà direttamente ai punti di somministrazione già individuati dalle Regioni sulla base di un piano di distribuzione definito dal commissario Domenico Arcuri che potrà essere modificato una settimana prima di ogni invio sulla base delle esigenze degli enti territoriali. La periodicità delle consegne sarà probabilmente bisettimanale, anche per gli altri prodotti necessari alla somministrazione. Per l’Umbria si parla inizialmente di 16.308 dosi (pari al 90% della richiesta fatta in base al censimento delle categorie scelte) che saranno destinate a sanitari e ospiti di Rsa. Team di medici e infermieri (per un totale di 40, cui si aggiungono otto oss) saranno operativi, sette giorni su sette, per la somministrazione che in questa prima fase, ha spiegato Onnis, avverrà principalmente nei quattro ospedali già individuati per ricevere e conservare i vaccini vale a dire Perugia, Terni, Città di Castello e Foligno. Team itineranti raggiungeranno gli anziani delle Rsa. Tutta l’operazione dovrebbe concludersi nell’arco di dieci giorni. Per il trasporto delle dosi è stato attivato l’Esercito. Entro metà gennaio ci sarà l’invio di altre 24-25mila dosi per la seconda somministrazione e la prima dose di altre persone delle fasce prescelte.
Più impegnativa l’organizzazione della seconda fase della campagna vaccinale che si aprirà una volta che arriveranno anche gli altri vaccini, a cominciare da quello Astra Zeneca. Tra 16 e 20 i punti di erogazione previsti ma ancora da individuare. Le sedi vaccinali territoriali dovranno garantire facile accessibilità e possibilità di parcheggio, percorsi di ingresso ed uscita possibilmente separati, sala di pre-ingresso alle postazioni vaccinali, possibilità di soggiorno post vaccinale di almeno 15 minuti. 
Nel frattempo, l’attenzione deve restare alta. “La campagna vaccinale farà vedere i suoi effetti di immunità di comunità tra diversi mesi – ha detto Onnis – quindi sarà necessario che i cittadini continuino ad adottare tutte le misure necessarie per evitare la diffusione del virus, a partire dal distanziamento sociale”. 
Nel corso dell’incontro di ieri mattina è stato presentato anche il canale Whatsapp attivo da mercoledì che in automatico risponderà a tutte le informazioni utili ai cittadini comprese quelle relative alle strategie diagnostiche.