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Covid Umbria, a Perugia il ristorante Numero Zero resta chiuso e si affida alla solidarietà

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Numero Zero si affida alla solidarietà. Il ristorante dei matti, come è stato bonariamente definito, è costretto a rimanere chiuso ma come ha spiegato la responsabile del progetto, Vittoria Ferdinandi, “noi non ci arrendiamo”. E così sono state messe in campo due iniziative parallele. La prima è una campagna di crowdfunding che servirà a sostenere tutte le attività di Numero Zero. L’altra consiste nella vendita di una scatola di Natale che contiene due bottiglie di Raglio dell’asino, un vino - ha evidenziato Ferdinandi - “che esprime tutta la nostra filosofia dell’inclusione”. Il Raglio dell’asino è infatti un vino che nasce dalla collaborazione tra Associazione Laboratorio Terrarte e Podere Fontesecca che insieme hanno attivato un progetto che permette ai pazienti psichiatrici del Centro di salute mentale del Trasimeno di lavorare i filari per la produzione di questo vino. Numero Zero, in via Benedetto Bonfigli a Perugia, è un ristorante speciale: il 50% della forza lavoro è costituito da persone seguite dai servizi di salute mentale. In genere sono sette i ragazzi che si alternano tra cucina, sala e bancone. Ma le restrizioni imposte dal governo, con orario di chiusura alle 18 per i ristoranti, hanno portato già a fine ottobre allo stop. “Numero Zero è un progetto che convive durante il giorno con il centro diurno psichiatrico Fuori Porta e per noi la possibilità di aprire per il pranzo non è fattibile. I ragazzi, al mattino, sono impegnati in altre attività”, ha spiegato Ferdinandi.  Non un addio ma un arrivederci. E in un post sulla pagina facebook di Numero Zero, si legge: “Riapriremo quando lo stare insieme tornerà ad essere un piacere e il Covid sarà quanto meno sotto controllo”.