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Caso Monteluce a Perugia, piano con Prelios per evitare la liquidazione del fondo immobiliare

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I lavori a Monteluce

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C’è Prelios tra i nuovi partner pronti a salvare il comparto di Monteluce
E’ fissata per lunedì 14 dicembre l’assemblea dei soci del fondo immobiliare, in scadenza al 31 dicembre 2020, chiamata a decidere una nuova proposta di proroga, la terza in un anno: l’alternativa è la liquidazione giudiziaria. Due banche su tre - Intesa e Bnl - hanno avviato le operazione di cessione dei crediti al nuovo “operatore primario del settore” di cui aveva parlato il gestore, Bnp Paribas, in una lettera alle aziende creditrici inviata il 2 novembre scorso. Una missiva in cui si indicava come condizione necessaria il saldo e stralcio dei 3 milioni di crediti vantati dalle 39 ditte fornitrici, mai pagate per i lavori svolti. Interventi, peraltro, ancora da terminare. Il consorzio Monteluce, che raccoglie le società creditrici, ha reso noto che non accetterà la riduzione dei pagamenti. “Vogliamo il 100% di quanto ci spetta, abbiamo atteso anche troppo”, fa sapere Mario Riccioni, rappresentante delle imprese. La prima offerta è stata del 30%: la tipica offerta bancaria di inizio trattativa. La quota su cui potrebbe cadere l’eventuale intesa è il 50%. L’impegno di Prelios emerge dall’accordo complessivo siglato con Banca Intesa sui crediti deteriorati. L’operazione è quella di un nuovo soggetto solvibile che si affianca le banche e immette liquidità per cercare di collocare il comparto, ultimando i lavori per poi vendere in blocchi. Su questo schema hanno lavorato anche gli interlocutori istituzionali, a partire dalla nuova amministrazione della Regione Umbria. Prelios collabora con Cassa depositi e prestiti e nei mesi scorsi Palazzo Donini e Comune di Perugia hanno avviato con Cdp una trattativa che ricomprende il rifacimento del Curi. Poi c’è social housing all’ex Tabacchi. L’accordo rientra nel cosiddetto progetto Cuvée, piattaforma promossa proprio da Prelios, insieme ad Amco, pensata per la gestione dei crediti di difficile riscossione, classificati come inadempienze probabili (Utp). La prima banca ad aderire a livello nazionale è stata Intesa. Il salvataggio di Monteluce si inserisce in questo quadro. Prelios avrebbe avviato l’operazione di acquisizione dei portafogli delle due banche. Ne manca una terza. La trattativa non è conclusa per questo l’ipotesi di proroga va da uno a tre anni. Il fondo chiuso di Monteluce, nato nel 2006, stando alle stime effettuate dagli enti istituzionali nel 2019, accusa una svalutazione totale delle quote. Sul caso c’è anche un’inchiesta della Corte dei conti sui 43 milioni apportati dai soci pubblici.