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Suarez, oggi il Cda della Stranieri. Regione, Provincia e Comune chiedono le dimissioni degli indagati

Fra. Mar.
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Un “atto di responsabilità che porti i destinatari delle misure interdittive a fare un passo indietro, per il bene e nell’interesse dell’Università per Stranieri di Perugia”, è stato chiesto ieri dai presidenti di Regione, Provincia, Donatella Tesei Luciano Bacchetta e  e dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi. Ma le dimissioni, almeno fino a ieri a tarda sera, non erano nelle intenzioni né della Rettrice, Giuliana Grego Bolli, né del suo direttore generale, Simone Olivieri. Prima di considerare un passo del genere, la Rettrice, deve decidere se proporre appello contro la misura interdittiva. E, se dovesse farlo, a quel punto attenderebbe prima l’esito. 
Per cui, almeno al momento, le richieste dei presidenti e del sindaco, che si sono riuniti ieri  mattina e che stanno seguendo con attenzione, sembrerebbe cadere nel vuoto. 
Nella stessa nota stampa con cu i tre chiedono le dimissioni, viene inoltre precisato che la governatrice, Donatella Tesei, sta portando avanti  anche  un’ interlocuzione con il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi. In questo quadro confuso  e almeno apparentemente immobile, l’indicazione ministeriale potrebbe essere ciò che davvero farà segnare un cambio. Da Roma, che non sarebbe affatto contraria a un ricambio della governance, infatti si potrebbe decidere per il commissariamento dell’Ateneo e questo comporterebbe per forza di cose un nuovo corso.  Ma il caso dell’UniStra rappresenta un unicum, una situazione che fino ad ora non s’era mai vista. Rettore e direttore generale rimossi insieme in virtù di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria. E se al posto del rettore,  subentra il vice, il dg, almeno in questo caso non ha un secondo. E anzi, in Ateneo, nessuno ha i titoli per diventarlo.
“Se da un lato le vicende giudiziarie seguiranno il loro corso nelle sedi preposte”, sta scritto ancora nella nota con cui le istituzioni un passo indietro,  “dall’altro gli esponenti delle tre Istituzioni umbre ritengono unanimemente necessario che vi sia un rapido avvicendamento della governance e della struttura amministrativa universitaria al fine di tutelare al meglio l’immagine, il funzionamento e il futuro dell’Università per Stranieri”. E per governance e struttura amministrativa appare evidente che probabilmente la richiesta di passo indietro  non è rivolta solo e unicamente agli indagati. 
Oggi forse si capirà qualcosa in più. E’ stato convocato infatti per stamattina il Cda straordinario e il Senato accademico. Il primo punto all’ordine del giorno è la “gestione della fase emergenziale derivante dal provvedimento di sospensiva nei confronti del Rettore e del direttore generale”. Le adunanze saranno presiedute dalla prorettrice, Dianella Gambini, la stessa che il 6 ottobre è andata in Procura a denunciare di aver subito pressioni da Grego Bolli e Spina. Ieri mattina, passata al bar del tribunale per un caffè, ha detto di non aver avuto ulteriori indicazioni dal Ministero, che lei ha contattato lunedì.