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Suarez, posticipato il Cda dell'UniStra. La prorettrice: "Non sapevo nulla dell'esame truccato. In Procura sono andata a dire la verità"

Francesca Marruco
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Il Cda dell’Università per Stranieri, che in una nota dell’Ateneo era stato annunciato per oggi, è stato “posticipato” a domani. Sta scritto nella convocazione ricevuta dai consiglieri. L’adunanza straordinaria, chiesta da più componenti, interne all’Ateneo o dei rappresentanti del Cda, si è resa necessaria dopo lo tsunami delle misure interdittive nei confronti della rettrice, Giuliana Grego Bolli e del direttore generale, Simone Olvieri, che di fatto hanno decapitato i vertici dell’Università. Al momento, a prendere formalmente in mano le redini del difficile passaggio, è stata la Prorettrice, Dianella Gambini, la stessa che il 6 ottobre scorso - secondo quanto lei stessa racconta- dopo aver ricevuto delle pressioni da Grego Bolli e Spina per falsificare un verbale di commissione, si è presentata in Procura a denunciare le due colleghe. “Come andrà il Cda? Tutto dipende da una serie di situazioni che andranno vagliate”, spiega la professoressa Gambini. “Ho chiesto ieri mattina (lunedì, ndr) un appuntamento urgente al ministro, perché ritengo sia lui il mio referente, ma ovviamente oggi è un giorno di festa, ancora non abbiamo avuto notizie. Ritengo questo passaggio fondamentale per decidere la rotta”. Intanto oggi, anche se Senato Accademico si riunirà domani, in orario che ieri non era ancora stato definito, oggi sono in programma incontri tra consiglieri del Cda per vagliare le diverse ipotesi. Dimissioni? “Io non sono nelle teste dei consiglieri del Cda” spiega la Prorettrice che si dice invece “pronta ad andare avanti con le mie forze e con le tante brave persone che ci sono nell’Ateneo, finché devo esserci io”. Tra le righe insomma non si legge l’intenzione di fare passi indietro generalizzati, come invece richiesto da più attori istituzionali. Nessuna intenzione di dimettersi è stata manifestata neanche dalla Rettrice che, forse valuterà l’eventualità, magari dopo aver proposto appello contro la misura interdittiva. Lo stesso è per il direttore generale, Simone Olivieri. “Il mio unico interesse - dice ancora la Prorettrice - è che l’Università possa avere il futuro che si merita”. Gambini sulla decisione di andare spontaneamente dal Procuratore, Raffaele Cantone, a raccontare di essere stata contattata da Grego Bolli e Spina per falsificare un verbale, dice: “Io ci tengo a dire che ho una formazione cattolica e sono convinta che la verità ci farà liberi”. Quanto alle intercettazioni in cui sembrava essere in parte al corrente che l’esame di Suarez non fosse svolto regolarmente, afferma: “non avevo contezza di quella prova. E della frase su Malagò, di certo non sapevo cosa c’era dietro. E poi le parole sono interpretabili, mentre i fatti no”. Gambini era anche nella commissione dottorandi che, per la Procura è stata animata da “logiche meramente spartitorie”.