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Umbria covid, aumentano le truffe su internet, raddoppiano in un anno le denunce della polizia postale

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Le truffe online segnano un + 32% in un anno con un’incidenza delle truffe connesse alla pandemia pari al 30% e un incremento delle persone denunciate pari al doppio, infatti si è passati dai 91 del 2019 ai 185 del 2020. I numeri sono quelli forniti dalla polizia postale dell’Umbria, diretta da Michela Sambuchi, che ha potenziato ogni strumento utile per contrastare un fenomeno in continua crescita. L’ultima operazione, per esempio, ha messo in luce un complesso sistema che vedeva i criminali pubblicizzare la vendita di capi di abbigliamento tramite le piattaforme social, popolari tra i giovani e giovanissimi. La proposta di capi “alla moda” dal modesto valore commerciale, l’uso di un ambiente social in voga tra i più giovani e l’utilizzo di profili con migliaia di followers hanno facilmente attratto le giovani vittime, inducendole agli acquisti poi rivelatisi truffaldini. Gli utenti, accuratamente selezionati, venivano contattati su instagram ed indotti al pagamento mediante ricariche di carte prepagate. Successivamente, i truffatori, con altri profili social, ricontattavano le vittime persuadendole ad effettuare un nuovo pagamento, adducendo giustificazioni pretestuose come spese di dogana o problemi fiscali. Ma quella più frequente è la cosiddetta truffa del venditore. Si contatta qualcuno che ha messo in vendita un bene online, il malintenzionato gli dice che lo può pagare subito grazie ad una nuova procedura. Le persone sono attirate “dal guadagno immediato” ed eseguono quel che gli viene detto. Ovvero, in questo caso, andare all'ATM e fare un bonifico quando invece si pensa di “prelevare” i soldi dal conto del fantomatico acquirente. Tra i consigli per difendersi dalle truffe, quelli di utilizzare carte di credito ricaricabili e su smartphone o tablet utilizzare le app ufficiali dei negozi online.