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Caso Suarez, la professoressa interrogata dai pm: "Candidato diverso dagli altri, per la sua notorietà era comprensibile un'attenzione particolare"

Francesca Marruco
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“La sua sponda è che l’esame è solo orale, perché altrimenti non c’erano proprio i presupposti”, diceva a poche ore dall’esame farsa il professor Lorenzo Rocca parlando dell’imminente prova del calciatore Luis Suarez. Per il gip di Perugia, Piercarlo Frabotta, che nelle 48 pagine di misura interdittiva non lesina giudizi pesantissimi in merito alle condotte degli indagati, Rocca “è perfettamente consapevole del fatto che l’indomani sarà consumato un plateale falso”. Come emerso in molte intercettazioni infatti, Suarez era una “A1” ovvero uno che, per usare ancora le parole del gip “biascica a malapena qualche parola di italiano”. Tutta la catena delle persone coinvolte all’interno dell’Università per Stranieri di Perugia per gli inquirenti erano molto più che consapevoli dell’illecito che stavano commettendo. La professoressa Stefania Spina, quella che farà delle lezioni a Suarez dirà poi intercettata di aver fatto “imparare a memoria” l’esame al suo allievo, per evitare di fargli fare del tutto scena muta. Sempre lei a dire ad un altro interlocutore, “ma te pare che lo bocciamo”. E, per evitare la bocciatura appunto, lei stessa consegna all’esaminatore, Lorenzo Rocca i “tasks” che andavano chiesti. Gli stessi che, in tre occasioni diverse - con distinti invii di email rintracciati dalla guardia di finanza dopo i sequestri di settembre - aveva mandato anche allo studente Suarez. Lei stessa, il giorno prima dell’esame, lo racconta alla Prorettrice, Dianella Gambini: “É un principiante assoluto, insieme abbiamo costruito questo testo, gliel’ho detto Luis studia, e lui mi ha detto - aggiunge ridendo - ‘trachilla porché io lo estudio in l’avion”. Spina, interrogata il 22 settembre, secondo quanto spiega il gip nell’ordinanza, “messa a confronto con le inequivocabili affermazioni intercettate, in un primo momento ha detto che scherzava, poi che gli aveva andato il pdf con la prova d’esame per metterlo più a suo agio aggiungendo incredibilmente che si faceva così con tutti i candidati”. Per il gip poi, una delle frasi messe a verbale dalla Spina “equivale a una sostanziale ammissione delle contestazioni”. La frase è la seguente: “Dovete tenere conto che non si trattava di un candidato normale, e che per la sua notorietà era comprensibile un’attenzione particolare”. 
Spina, Rocca, la rettrice Giuliana Grego Bolli, il direttore generale, Simone Olivieri, tutti sospesi per 8 mesi a fronte della richiesta di domiciliari (escluso Rocca)  verranno sentiti dal gip dopo l’8 dicembre e potranno forse provare a difendersi dalle accuse che muovono loro il Procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, e sostituti, Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti. Gli stessi che stanno ancora indagando anche per l’ipotesi di corruzione legata al fatto che la riuscita dell’esame Suarez avrebbe potuto aprire un rapporto futuro con la Juve e non solo. 
Del resto, in alcune conversazioni captate dal telefono di Olivieri - già intercettato per un’altra ipotesi di corruzione legata ad appalti all’università in cambio di denaro o ristrutturazioni casa - l’avvocatessa della Juve, Maria Cesarina Turco - ora indagata per falso - parlava di simili eventualità. Intanto ieri, il ds Paratici, anche lui indagato per false dichiarazioni ai pm- come pure l’altro legale juventino, Luigi Chiappero, intervistato a Skysport ha detto: “Sono amico di Paola De Micheli da quando siamo ragazzi,mi sembra che anche lei abbia chiarito e non avrei nulla da aggiungere. Se rifarei tutto? Certamente sì, assolutamente sì. Credo che non sia inopportuno parlare con una persona che si conosce da tantissimo tempo per avere un’informazione, credo sia meglio chiedere a chi ne sa più di te, fare domande non è un reato”.