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Umbria, il professor Gammatoni: "Tutti i dati in calo, ma attenzione a come ci comportiamo. Dipende da noi la terza ondata"

Francesca Marruco
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Da oggi l’Umbria torna in zona gialla. Per la gioia di ristoratori e baristi, ma anche di semplici cittadini che magari vogliono andare a far visita a un parente residente fuori comune. Da oggi si potrà di nuovo fare. Si allentano le maglie stabilite dalla legge per contenere la pandemia. E si riallargano dopo settimane di sacrifici e restrizioni che, poco alla volta, stanno portando i loro frutti. Dapprima sono iniziati a diminuire i contagi, basti pensare che ieri erano 6.149 mentre solo il 20 novembre erano 11.428.Gli incrementi medi giornalieri da alcune settimane sono molto più bassi di prima. Anche ieri 226 nuovi positivi a fronte di 3.840 tamponi (con un’incidenza del 5,8%) e 496 guariti. 
Nelle ultime due settimane, anche il numero dei ricoveri (seppure con oscillazioni quotidiane anche al rialzo) inizia a scendere. Il 21 novembre scorso i ricoverati totali erano 447, di cui 75 in terapia intensiva. Ieri invece, seppure con un piccolo aumento di sette persone il totale era di 392, di cui 61 (+4) in terapia intensiva. Purtroppo non si sono ancora fermate le morti. Purtroppo saranno le ultime a cessare: anche ieri altri sette decessi per un totale di 451 dall’inizio della pandemia. I numeri di ieri sono in linea con le cifre contenute nell’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità che è valso all’Umbria il ritorno in fascia gialla. Se infatti, la scorsa settimana la regione aveva ancora un livello “alto”, nell’ultima relazione il rischio è diventato “moderato”. Così come, dopo settimane preoccupanti sono scesi anche i tassi di occupazione di ospedali e terapie intensive rispettivamente al 48 e al 49%. Risalgono invece gli indicatori del contact tracing con 406 persone dedicate a novembre e diminuiscono i casi non legati a catene di trasmissione note, da 2.373 a 1.573. Insomma, cifre confortanti. Le commenta il professor Luca Gammaitoni, che aveva annunciato la discesa della curva: “Tutto va come ci aspettavamo che andasse, vediamo il calo delle terapie intensive, poi ci sarà anche il calo dei morti. Adesso andiamo verso due mesi circa in cui la situazione sarà progressivamente migliore, possiamo stare un po’ più sereni. Ma dobbiamo anche contemporaneamente continuare a fare attenzione. Sta accadendo quello che i modelli avevano previsto, ma questi modelli si basano sull’indice di promiscuità che deve rimanere costante. Faccio un esempio: a settembre già si vedeva il picco, poi l’apertura delle scuole ha cambiato tutto imponendo una nuova fase di crescita”. In questo senso, per il docente di fisica all’università di Perugia, “si deve fare attenzione a come ci si comporta perché il terzo picco, che è prevedibile per fine gennaio, inizio di febbraio, sarà più o meno forte a seconda di quanto il virus circola velocemente”. E ormai lo sappiamo, Sars-Cov2 circola grazie ai contatti tra le persone, quindi “meglio ci comportiamo, meno circolerà”. Ma andiamo incontro alle festività ed è prevedibile che qualcuno allenti un po’ le misure. “Dovremmo incontrare meno persone possibile e sempre con mascherina, e stare con loro il minor tempo possibile, anche quella infatti è una variabile fondamentale per la trasmissione del virus”.