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Umbria Covid, domenica con i negozi aperti per gli acquisti di Natale. Ma i centri commerciali restano chiusi

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Al via la prima domenica di shopping natalizio. La presidente della Regione, Donatella Tesei, forte dei numeri che hanno decretato il passaggio dell’Umbria in zona gialla, ha fatto cadere le restrizioni aggiuntive che aveva posto al commercio. Oggi i negozi possono stare aperti. Quasi tutti. Perché il nuovo Dpcm impone, comunque, la chiusura di quelli che si trovano all’interno dei centri commerciali. Ed è polemica. Antonio Bartoccini presidente dei consorzi Quasar Village di Corciano e Piazza Umbra di Trevi nonché titolare di otto punti vendita nei centri commerciali - parla di una decisione “incomprensibile” che obbligherà a stare chiusi tredici giorni a dicembre e per i primi cinque giorni di gennaio. “Per il mio gruppo questo significa perdere il 50% degli incassi del periodo più importante dell’anno”, spiega. E si lascia andare a qualche considerazione: “Sin dal 18 maggio, da quando abbiamo riaperto, in ogni centro commerciale abbiamo inserito accesso contingentato, controllo temperatura, sanificazione delle parti comuni, dell’aria condizionata senza riciclo, percorsi divisi, segnaletica sui percorsi per distanziamento, accesso bagni contingentato, colonnine con igienizzanti lungo le gallerie, messaggi in filodiffusione per ricordare le regole Covid. La sicurezza è massima. Perché farci restare chiusi quando le superfici medie che si trovano appena al di fuori possono restare aperte?”. Anche Giorgio Mencaroni, presidente Confcommercio Umbria, evidenzia “l’iniquità di una misura che penalizza in modo irragionevole i negozi presenti nei centri commerciali, costretti alla chiusura nei giorni festivi e prefestivi fino al prossimo 15 gennaio”. Una domenica a due facce. Perché alla delusione per i centri commerciali chiusi, si contrappone la gioia per la decisione di permettere ai negozi di prossimità di restare aperti. Michela Cuppoloni è titolare, a due passi dalla basilica di Assisi, di un negozio di souvenir e gadget. Lo aprì suo nonno nel 1947 (non a caso si chiama Arte Assisi dal 1947), poi lo prese in mano sua mamma e, dal 2001, lo gestisce direttamente lei. “Qui dentro c’è la mia vita - racconta - lavoro 365 giorni l’anno con grande sacrifici ma anche con tanta passione. Per questo, a vedere il centro storico di Assisi vuoto, mi si stringe il cuore. Tornare ad essere aperti la domenica, per me, è segno di resistenza, speranza e forza. Noi lavoriamo soprattutto con i turisti e non so quanti ne verranno pur essendo permessi gli spostamenti. Ma il solo fatto di poter tirare su la serranda mi riempie di gioia”