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Esame Suarez, indagati dirigente e avvocati Juve: il club per velocizzare la pratica contattò De Micheli e Viminale

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Alessandro Antonini
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Il caso Suarez inguaia la Juve e chiama in causa anche il governo. Sono formalmente indagati il massimo dirigente bianconero, Fabio Paratici, e due avvocati consulenti del club: Luigi Chiappero e Maria Turco. False dichiarazioni ai pm, l’ipotesi della procura. 
La Juve secondo gli inquirenti, si era “attivata ai massimi livelli istituzionali per accelerare la pratica di cittadinanza del calciatore”. 
Spuntano così i contatti con il ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli e con due apicali del ministero dell'Interno. Per velocizzare le procedure del giocatore, De Micheli "ha ammesso di aver procurato all'amico d'infanzia Fabio Paratici (dirigente bianconero indagato per false dichiarazioni ai pm) il contatto di Bruno Frattasi, capo di Gabinetto del ministero dell'Interno", è scritto nella misura interdittiva che ha sospeso per otto mesi i vertici - indagati - dell'Università per Stranieri di Perugia, dove Suarez ha svolto l'esame definito "farsa” dagli inquirenti. E ancora: per effetto di queste segnalazioni, seguono “le interlocuzioni avvenute tra l’avvocato Chiappero e il viceprefetto Antonella Dinacci, sempre afferenti la problematica del conseguimento della cittadinanza del calciatore”, è riportato nelle carte giudiziarie. De Micheli - sentita come persona informata su fatti - e gli altri vertici ministeriali non risultano indagati. 
Il ministro conferma
Il ministro ha confermato che “non avendo conoscenza della procedura specifica ho chiamato il capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, per anticipargli che sarebbe stato contattato da un dirigente della Juve che aveva bisogno di avere informazioni necessarie per completare la pratica per il riconoscimento della cittadinanza italiana di Suarez. Ogni racconto differente da questi fatti è pura strumentalizzazione che non corrisponde a quanto accaduto realmente, dal momento che non ho nulla a che fare con la procedura d’esame d’italiano di Suarez, oggetto dell’inchiesta”. Le misure interdittive di sospensione, per otto mesi, dall’esercizio del pubblico ufficio, firmate dal Gip, Piercarlo Frabotta, sono state notificate ieri dal Nucleo di polizia economico della Gdf al rettore della Stranieri, Giuliana Grego Bolli, al direttore generale Simone Olivieri (che sarà interrogato il 10 dicembre), alla professoressa Stefania Spina e al componente della commissione “Celi Immigrati”, il professor Lorenzo Rocca. I reati ipotizzati sono rivelazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e plurime falsità ideologiche in atti pubblici per l’organizzazione, da parte degli indagati, nel corso di una sessione istituita ad personam con la scusa del Covid, di “un esame farsa”, scrive il procuratore capo della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone, “che ha consentito il rilascio dell’attestato di conoscenza della lingua italiana del tipo B1 al noto calciatore uruguaiano Luis Alberto Suarez, requisito indispensabile per l’ottenimento della cittadinanza”. Per i pm che indagano - Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetta - i contenuti della prova erano stati “preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito ed il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università”. Secondo la Procura all’inizio di settembre “la dirigenza del club torinese si è attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per accelerare il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez, facendo, quindi, ipotizzare nuove ipotesi di reato tuttora in corso di approfondimento”.
I pm chiedevano l’arresto
I pm in prima istanza hanno chiesto gli arresti domiciliari, poi convertiti in misura interdittiva da gip per “il concreto ed attuale rischio che gli indagati, se non sottoposti ad idonea cautela, ripropongano condotte delittuose analoghe a quelle per le quali si procede, avendo mostrato di considerare l’istituzione di cui fanno parte e che rappresentano alla stregua di una res privata gestibile a proprio piacimento”. Si fa riferimento anche alle procedure di concorso per docenti e dottorandi all’interno dell’ateneo per Stranieri. Nel procedimento penale entra anche Paolo Di Giovine, per rivelazione di segreto d’ufficio: era membro di commissione dell’esame di glottologia, concorso a cui partecipava Spina. Avrebbe rivelato particolari sulla valutazione di quest’ultima.
Le nuove intercettazioni
Per il gip tutta l’operazione illecita sull’esame di Suarez, con le risposte passate prima del test, era un’operazione d’immagine per entrare nel business delle certificazioni linguistiche dei calciatori dei grandi club. Viene riportato un messaggio telefonico della prorettrice (non indagata) Daniella Gambini a Spina, nel quale afferma di aver detto “agli apicali che se va in porto convenzione con Juve di potrebbe proporre a Malagò”. Ossia il presidente del Coni. Ma bisogna far presto. In un’intercettazione del 7 settembre tra Olivieri e il rettore dell’università statale di Perugia, Maurizio Oliviero (non indagato) il primo esclama: “ehh ma noi glielo facciamo ad hoc”, riferendosi all’esame del 17 settembre. Tanto che si organizza una sessione straordinaria con la scusa del covid. Se il calciatore sa poco l’italiano poco importa. La professoressa Spina, docente di Suarez, rivela a un’amica che il “pistolero” la rassicurava con queste parole “Stai tranchilla porché io lo estudio in l’avion”. “Non possono esservi dubbi”, scrive il gip in ordine alla previa rivelazione a Suarez degli argomenti della prova orale del 17 settembre “in linea con quanto voluto dalla rettrice Grego Bolli e dal direttore generale Olivieri”.