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Umbria, assemblea di Confindustria con il presidente nazionale Carlo Bonomi

Marina Rosati
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E’ il tempo delle scelte che vanno fatte “non in una logica di ricerca del consenso a breve periodo, ma nella logica di perseguire il bene comune di questa e delle generazioni future”. Per questo è fondamentale puntare su alcuni aspetti strategici: la formazione di una nuova classe dirigente, il sostegno alla pubblica amministrazione con la disponibilità del personale tecnico altamente qualificato dei privati e l’abbattimento della burocrazia attraverso un quadro normativo che non ostacoli l’impresa. Nonostante il contesto online dell’assemblea di Confindustria di quest’anno, il presidente Antonio Alunni non ha mancato di accendere gli animi di coloro che, giovedì 3 dicembre, erano collegati in streaming, tra i quali il numero uno degli industriali, Carlo Bonomi e la presidente della Regione, Donatella Tesei. Chiaro, preciso e puntuale il suo l’intervento che è partito da una valutazione oggettiva: “la pandemia ci obbliga a ripensare molte cose che avevamo date per certe o per acquisite. Il momento di farlo è adesso, non quando sarà passata. Perché è nei tempi di crisi che si deve progettare il dopo. La pandemia ha generato, o piuttosto ha accentuato, una crisi economica. Il maggior pericolo per tutto il mondo avanzato è adesso che questa crisi economica generi una crisi morale. Vi sono purtroppo segni molto concreti di questo”. Ma la persistenza di una situazione del genere non può, secondo Alunni, dare mano libera allo “Stato imprenditore. La realtà è che dietro questa espansione non c’è solo uno stato di necessità mal gestito. C’è l’evidente rischio del ritorno a una precisa ideologia statalista che credevamo finita per sempre. Come industriali, come imprenditori - ha detto il presidente di Confindustria - abbiamo il dovere di opporci a tutto questo”.