Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni: processo per la vendita del castello San Girolamo di Narni, assolti i sei imputati

La sentenza a sette anni dagli arresti. L'unico reato rimasto in piedi era quello di truffa, dopo che era caduta l'associazione per delinquere

  • a
  • a
  • a

Sono stati assolti perché “il fatto non sussiste” dall'unico reato rimasto in piedi, la truffa, dopo che si era partiti dall'associazione per delinquere, poi caduta, i sei imputati del processo relativo alla compravendita del castello di San Girolamo di Narni, in provincia di Terni. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Terni in composizione collegiale (presidente Rosanna Ianniello, giudici Dorita Fratini e Marco Di Tullio), martedì 1 dicembre 2020, a sette anni dagli arresti.

Alla sbarra c’erano il notaio ternano Gian Luca Pasqualini, per il quale l'accusa aveva chiesto un anno ed un mese di reclusione oltre a 500 euro di multa; il dirigente del Comune di Narni Antonio Zitti (chiesto un anno ed un mese e 500 euro di multa); l'ex direttore dell'ufficio tecnico della diocesi di Terni, Narni e Amelia, Luca Galletti (richiesta di due anni e tre mesi e 1.000 euro di multa); l'ex economo della diocesi Paolo Zappelli (chiesti due anni e tre mesi e 1.000 euro di multa); l'ex sindaco di Narni, Stefano Bigaroni e la dirigente del Comune di Narni Alessia Almadori (era stata chiesta l'assoluzione per entrambi).

Fra i legali difensori dei cinque figurano gli avvocati Elisa Esposito, Alessandro Ricci, Manlio Morcella, Luca Maori, Federico Olivo e Anna D'Alessandro. Precedentemente, era il novembre del 2018, un architetto del Comune di Narni, Alessandra Trionfetti, era stata assolta con formula piena dopo aver chiesto il giudizio abbreviato. Altre posizioni, fra cui quella dell'ex vescovo di Terni Vincenzo Paglia, erano state archiviate in fase di indagini preliminari.

Secondo le accuse iniziali, la compravendita del castello si sarebbe realizzata "formalmente da parte della IMI Immobiliare e in realtà con utilizzo indebito di denaro della diocesi di Terni-Narni-Amelia". L'associazione per delinquere ipotizzata - finalizzata in primis alla truffa - sarebbe stata promossa dal Galletti e da lui organizzata insieme a Zappelli, Zitti e Bigaroni, con tutti gli altri coinvolti in quanto partecipanti. Ricostruzione cancellata definitivamente dalla sentenza di martedì 1 dicembre 2020.