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In due mesi in Umbria sono morte 309 persone per Coronavirus, a Perugia nella prima metà di novembre +66% di decessi

Francesca Marruco
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Nella seconda ondata della pandemia l’Umbria ha perso oltre 300 persone. In tutto il mese di settembre erano morti in 5, che si erano andati ad aggiungere agli 80 deceduti nella prima ondata. Ora cinque decessi sono quelli registrati solo sabato. Ed è anche tra i dati più bassi considerando che nelle scorse settimane ci sono state punte di 21 e 14 morti in un giorno. Dal primo ottobre infatti il numero delle vittime ha raggiunto cifre drammatiche. Stando ai dati ufficiali forniti dalla Regione e aggiornati a ieri mattina, tra ottobre e novembre sono morte 309 persone. Una media di 5 al giorno. Nel report del Ministero della Salute in cui vengono monitorare 32 città capoluogo emerge che Perugia, nella prima metà di novembre ha registrato un +66% di decessi. Stando alla media dei 5 anni precedenti ne erano attesi 59, invece ne sono stati registrati 98. Non tutti sono legati al Covid, va detto, ma la maggior parte di questi, si . 
Degli oltre 300 morti in sessanta giorni sono invece per la maggior parte anziani: dagli 80 anni in su il tasso di letalità è molto alto. Quello generale, aggiornato a sabato 28 novembre in Umbria aveva raggiunto l’1,66%. Ma ci sono anche eccezioni di deceduti con età molto più basse: tra i primi a morire di Covid fu un imprenditore sulla sessantina. La scorsa settimana è morto l’amatissimo medico perugino, Stefano Brando (sul cui decesso indaga anche la Procura dopo la denuncia della vedova) di appena 62 anni. Poco prima era morta la ex vice sindaco di Corciano, Sabrina Caselli di soli 64 anni. E ieri, infine, la vittima più giovane: un 45enne di Narni, Simone Caputo, uno sbandieratore molto noto. 
Accanto al dato della letalità in Umbria, che si è impennata nell’ultimo periodo, c’è anche quello - allineato a livello nazionale - che indica il tasso di mortalità nelle terapie intensive umbre: il 35-40% dei degenti non torna a casa dai reparti di massima gravità. 
E proprio in terapia intensiva ieri si è registrato un ingresso in più, con 65 degenti in totale. Piccole oscillazioni che comunque in generale raccontano una impercettibile discesa. Sono stati invece 5 quelli in più nei reparti di degenza comune che quindi sono a quota 421. Il momento più critico più alto è stato raggiunto il 16 novembre con 442 ricoverati. Anche in questo caso adesso, seppur con qualche oscillazione anche al rialzo, la situazione sembra in via di miglioramento. E sono proprio i parametri sulle occupazioni degli ospedali che pesano sul cambio di fascia.Perché gli altri, contagi e guariti, migliorano. Ieri 310 nuovi casi su 3.232 tamponi (incidenza del 9,6%) a fronte di 510 guariti. Per un totale di attualmente positivi a 8.443. Secondo le autorità sanitarie regionali e la governatrice si potrebbe tornare gialli in questa settimana. Intanto oggi le prime medie, 7.643 ragazzini, tornano in classe.