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Perugia, il medico rianimatore: "Se faremo cenoni o feste avremo una terza ondata tragica e i sanitari non ce la faranno"

Francesca Marruco
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“Se faremo cenoni o stare assembrati sarà impossibile non andare incontro a una terza ondata tanto tragica quanto questa. Dobbiamo andare oltre il Natale per come lo abbiamo sempre vissuto e imparare a voler bene ai nostri cari in maniera diversa. Standogli lontani”. A richiamare tutti a un comportamento responsabile, che adesso più che mai potrebbe diventare dirimente per il futuro comune, è un medico che ogni giorno combatte per salvare vite dal male invisibile. Il dottor Antonio Galzerano è un rianimatore molto stimato del Santa Maria della Misericordia di Perugia, uno che non si tira mai indietro e sa stare vicino ai pazienti, sia dal punto di vista medico che quello umano. “Vorrei che questo mio messaggio diventasse trasversale – spiega – Ci siamo visti tutti sempre per il Natale, quest’anno invece dobbiamo fare uno sforzo. Dobbiamo essere razionali. Perché in caso contrario, il personale sanitario non ce la farebbe più a sostenere altri carichi simili”. E’ per questo che il dottore, che tanti perugini ha aiutato, invita tutti a “non aspettare che ci dicano cosa possiamo o non possiamo fare per Natale”. “Dobbiamo saperlo noi da soli il comportamento che dovremo adottare. Perché in caso contrario, il risultato è prevedibile. E non si potrà più parlare neanche di emergenza, perché sarà stato tutto previsto, invano. E invece dobbiamo evitarlo, dobbiamo sopravvivere noi e far sopravvivere il nostro sistema sanitario” Soprattutto adesso che si iniziano a vedere i primi benefici dei sacrifici fatti. 
“I ricoveri, seppure in maniera minima, iniziano a scendere, i numeri parlano da soli” dice il dottore. “Per come è oggi il fenomeno Covid è gestibile, ma bisogna continuare con gli stessi comportamenti altrimenti torniamo dove eravamo prima. Adesso si esaurirà l’ultima ondata e man mano i numeri diminuiranno. Per questo non dobbiamo farli rialzare ancora. Neanche io vedrò i miei familiari quest’anno. Perché in questo Natale non ci saranno baci e abbracci anche se lo vorremmo tanto. In questo Natale dobbiamo dimostrare il nostro amore rimanendo a distanza. Come segno di cura”.