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Umbria, contagi in calo. L'epidemiologo: "Con le restrizioni contrazione del 35%"

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Un tampone

Francesca Marruco
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“Le misure restrittive adottate dalla Regione e dal Governo hanno abbattuto il contagio del 35%” ha detto ieri il dottor Marco Cristofori del Nucleo di valutazione epidemiologica dell’Umbria. E infatti, come riscontrato già da alcuni giorni, la curva degli attualmente positivi sta virando decisamente verso il basso. Le curve dei ricoveri e quella dei degenti in terapia intensiva invece impiegheranno di più a scendere. Al momento infatti entrambe risultano “stabilizzate”. L’esperto ieri, nella settimanale conferenza stampa di aggiornamento, ha sottolineato che l’effetto delle misure restrittive ha una latenza di 14 giorni sui casi, 28 sui ricoveri e oltre 40 giorni sui decessi. Decessi che, appunti non accennano ancora a diminuire. Anche ieri infatti sono stati registrati 14 morti. In una settimana ci sono stati 60 decessi in Umbria. 
Probabilmente i morti continueranno a contarsi anche quando l’Umbria sarà tornata a tra le regioni della zona gialla. E questo, stando a quanto emerso ieri al termine della cabina di regia nazionale di cui fa parte il direttore sanitario regionale, Claudio Dario, dovrebbe avvenire la prossima settimana. Questo non perché l’Umbria non sia tornata ad avere numeri buoni ma perché vanno mantenuti tali per un certo periodo di tempo. “Con la situazione attuale - aveva detto Dario ieri mattina - è possibile qualche allentamento ma una riapertura già oggi (ieri, ndr) appare molto difficile”. Questo anche per evitare che vi siano ricadute non gestibili sul piano sanitario: “Le manovre di contenimento non possono essere allentate in maniera repentina - ha aggiunto - altrimenti il sistema sanitario non reggerebbe”. 
In un’ottica più a lungo termine invece, il direttore ha spiegato: “Se riuscissimo a tenere l’incidenza dei positivi sotto i 50 ogni 100 mila abitanti e a mantenere un contact tracing potenziato come sta avvenendo in questi giorni con il recupero del gap che si era creato, e possibile che si riesca a contenere l’evoluzione dell’epidemia anche nella eventuale successiva fase”. E sulla possibile ripresa del tampone anche agli asintomatici,magari conviventi dei positivi, il commissario straordinario all’emergenza, Antonio Onnis, non ha escluso che possa riprendere. Per ora intanto, dall’ultimo report è emerso come l’Rt medio sia contenuto a 0,74, mentre i nuovi focolai nella settimana presa in esame siano dimezzati rispetto a quella precedente. Del resto, oltre al report Regioni-Iss, basta guardare i dati di venerdì 20 novembre e confrontarli con quelli di ieri: ci sono 2.378 attualmente positivi in meno, contro 1.713 positivi in più, un esercito di guariti di 4.031 e 31 ricoverati in meno, di cui 16 in terapia intensiva. A ieri, negli ospedali umbria c’era 416 degenti comuni di cui 68 in terapia intensiva.