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Perugia, lunedì l'autopsia sul medico di base morto per Covid. L'inchiesta dopo la denuncia della vedova

Fra.Mar.
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L’incarico per eseguire l’esame autoptico sulla salma del medico di famiglia di Perugia, Stefano Brando, morto a causa del Coronavirus all’ospedale di Perugia verrà conferito lunedì mattina. Al momento la salma del medico si trova al Gemelli di Roma proprio perché all’istituto di medicina legale di Perugia non è possibile eseguire esami autoptici per malati di Coronavirus. L’autopsia è stata disposta dal procuratore aggiunto di Perugia, Giuseppe Petrazzini, titolare del fascicolo aperto per la morte del medico in seguito alla denuncia della vedova, come ha anticipato ieri Il Messaggero. 
La donna lunedì ha sporto denuncia presso la questura e subito dopo è stata ascoltata dal magistrato che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in cui al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Nelle prossime ore la polizia giudiziaria procederà all’acquisizione delle cartelle cliniche e dell’audio delle chiamato al 118, come richiesto dalla stessa vedova nella denuncia. Dopo la morte del medico, molto noto e amato a Perugia, la figlia aveva pubblicato un post in cui parlava di “malasanità”, “ritardi” nel ricovero e nel trasferimento di terapia intensiva. Brando aveva contratto il virus sul lavoro, visitando un paziente positivo e poi le sue condizioni si sono aggravate fino al ricovero al Santa Maria della Misericordia dove è stato per una ventina di giorni. Adesso sarà la magistratura a stabilire se vi siano state colpe o negligenze. Intanto, il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera di Perugia, Marcello Giannico, spiega:”Dopo i primi articoli di stampa l’azienda ha subito iniziato un accertamento interno per ricostruire il percorso del paziente in ospedale e da una prima analisi non risultano anomalie. Adesso ovviamente abbiamo fermato qualunque indagine nel doveroso rispetto del lavoro della magistratura”.