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Perugia, all'Università lo sportello antiviolenza. Il Rettore: "Nessuno dovrà più sentirsi solo"

Fra. Mar.
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“Violenze, umiliazioni, discriminazioni e abusi, qualunque sia la loro natura, sono spesso resi possibili dai tanti silenzi a cui, invece, vorremmo dare voce con gli strumenti dell’attenzione e della solidarietà, affinché nessuno si senta più solo”. Con queste parole il Magnifico Rettore, professor Maurizio Oliviero, ha annunciato l’apertura dello sportello antiviolenza all’Università di Perugia. “La violenza, infatti, ha aspetti multiformi. Lo Sportello Antiviolenza è il segno concreto della nostra volontà di non dare più spazio ad alcuna vigliaccheria né a nascoste sopraffazioni: coloro che sono vittima di soprusi devono sapere che siamo pronti a tendere loro una mano salda, grazie alla collaborazione con le organizzazioni che contribuiranno a gestire lo ‘Sportello Antiviolenza’ e che voglio qui ringraziare pubblicamente per l’impegno e la sensibilità dimostrate”. E ieri mattina, a distanza per l’emergenza Covid, c’erano tutti collegati alla piattaforma Teams. Pubblico da grandi occasioni per dare gambe a un sogno che, come spiegato dagli ideatori, è nato oltre un anno fa. Il progetto che ha visto l’mpegno attivo dei professori Roberto Rettori, curatore del video di presentazione del servizio, Silvia Fornari, Mirella Damiani ed Emidio Albertini, oltre che della Rete delle Associazioni diventa operativo proprio oggi: sarà attivo tutti i giovedì, dalle ore 15 alle ore 18, al numero 0755853990. 
L’ateneo di Perugia è tra i primi in italia a dotarsi di un servizio del genere. “E’ un momento importante per il nostro Ateneo – dichiara Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos LGBTI – una celebrazione del 25 Novembre differente dalle altre, perché segna la nascita di un servizio reale. Un servizio che vede l’UniPg tra le prime a livello nazionale e sicuramente la prima ad includere e affrontare, insieme alla violenza di genere, anche la violenza e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”.