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Perugia, il questore: "I dati sulla violenza contro le donne sono insostenibili. Scendono tutti i reati ma non quelli"

Francesca Marruco
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“I dati che abbiamo ogni giorno sotto i nostri occhi non sono più sostenibili. Non possiamo andare avanti continuando a vedere tutti questi soprusi nei confronti delle donne”. Non ha usato mezzi termini il questore di Perugia, Antonio Sbordone, che ieri, partecipando alla conferenza di inaugurazione dello sportello antiviolenza dell’UniPg, ha parlato degli abusi di genere. “Purtroppo - ha detto - in un quadro in cui tutti gli altre reati scendono, questo tipo di delitti non diminuisce. Nemmeno con il lockdown. Evidentemente anche se tutti ci mettiamo tantissimo sforzo, quel che facciamo non basta”. Non solo, il capo della polizia del capoluogo evidenzia come “non ci sia differenza di etnia o fascia sociale. Nessuno è escluso. E anzi, ultimamente il fenomeno coinvolge sempre più giovanissimi”. Secondo Sbordone quindi servono anche interventi diversi: “C’è un gap culturale, antropologico da superare che prima di tutto deve essere riconosciuto. Gli uomini non hanno saputo accettare l’emancipazione delle donne e a volte reagiscono in maniera inaccettabile. Per questo credo che si debba fare di più non solo per tutelare le vittime ma anche per intervenire sugli autori dei soprusi”. E, in una provincia in cui, secondo i dati della polizia, nel corso del 2020 si sono avute una violenza sessuale ogni tre giorni (29 da gennaio) e una donna maltrattata in casa ogni 36 ore l’esigenza è quanto mai impellente. Dai dati forniti inoltre dai carabinieri del capoluogo umbro, nel biennio 2019/2020  l’Arma ha raccolto 660 denunce per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori o violenza sessuale – quasi una al giorno – e 616 sono stati gli interventi delle pattuglie. “In alcune aree, come Assisi e Foligno - scrivono i militari -  il 2020 è stato caratterizzato da un aumento del 50% circa rispetto all’anno precedente.