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Covid in Umbria, l'epidemiologo Stracci: "Grandi eventi propagano il virus. Beatificazione mai sottoposta al Cts"

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Alessandro Antonini
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“Gli eventi religiosi che si sono svolti ad Assisi, tra cui la Beatificazione di Carlo Acutis, non sono mai stati sottoposti al Comitato tecnico scientifico umbro”, fa sapere Fabrizio Stracci, epidemiologo dell’Università di Perugia e membro del Cts regionale. Non è noto sulla base di quali parametri scientifici, se il Cts non è stato mai interpellato, è stato dato l’ok all’evento. L’autorizzazione ha seguito un altro iter. Senza validazioni del Cts. In base ai dati aggiornati a ieri, Assisi (408 positivi e 14,41% di contagiati per mille abitanti) e relativo comprensorio sono le aree tra le più colpite dal virus in Umbria. Non c’è solo la beatificazione. Si è tenuta comunque la catena della Pace, a cui il Cts umbro e quello nazionale hanno dato giudizio negativo. Poi ci sono state le visite del presidente del consiglio Giuseppe Conte e del Papa per San Francesco. Certo, con la beatificazione si sono registrati 41 mila visitatori distribuiti su 19 giorni. “ Non so come è stato organizzato l’evento”, spiega Stracci, “non ho visto le immagini. Certo oggi l’Assisano è tra le zone più colpite. Gli eventi religiosi non sono mai neanche stati menzionati in sede di Cts. Mai neanche lontanamente”. Eppure “i grandi eventi”, certifica l’epidemiologo, “possono contribuire alla diffusione del virus. Noi tutti eravamo contrari. Ma abbiamo esaminato nel dettaglio soltanto Eurochocolate e ‘catena’ della pace. La valutazione in astratto dei grandi eventi è stata negativa. Ma non abbiamo detto no priori. Sono state fatte delle presentazioni, con documentazione parziale, e si è confermato il no”. Stracci entra nel dettaglio. “Per la catena della pace”, spiega Stracci, “c’era il problema dell’arrivo e delle partenze, aspetto poco definito. Per il resto c’erano sufficienti garanzie. Ciò nonostante c’è stato il no. La maggioranza del comitato era all’evento sia nella prima che nella seconda riunione. E’ stato un no diffuso”. Eppure la manifestazione è stata autorizzata. La seconda versione di Eurochocolate al Barton park “non sarebbe stato evento devastante, ma gli stand erano troppo vicini”. Altro no. Stavolta concretizzato. Fermo restando che “in fase di aumento della curva meno se ne fanno, di eventi, meglio è. E’ uno dei meccanismi per cui c’è il salto di diffusione contagio”. Il giudizio dell’epidemiologo “è che diverse cose non andavano bene. Ricordiamo persone che si aggregavano il pomeriggio e la sera senza mascherina”. Non solo i grandi eventi: che però, secondo l’esperto, hanno fatto la loro parte.