Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid, primi 50 mila vaccini Pfizer attesi in Umbria tra gennaio e febbraio. Il piano della Regione

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

I primi 50 mila vaccini anti Covid sono annunciati in Umbria tra gennaio e febbraio. La conferma arriva direttamente dal commissario regionale anti Covid, Antonio Onnis. “Un primo stock di 50mila vaccini contro il Covid è atteso in Umbria a cavallo tra gennaio e febbraio”, ha detto Onnis. Si tratta della quota parte calcolata sui 3,4 milioni di dosi che l’Italia ha già prenotato (di concerto con i paesi Ue con un contratto firmato dalla commissione europea) alla Pfizer. Le dosi sono state opzionate sulla base delle disponibilità garantite dalla struttura commissariale centrale per l’emergenza e la quota delle fasce di rischio individuata nel cuore verde. “Questi vaccini serviranno in primo luogo per la profilassi del personale sanitario e per i soggetti anziani”, ha spiegato Onnis al Corriere dell’Umbria. Questo sulla scia delle indicazioni fornite dal commissario nazionale per l’emergenza, Domenico Arcuri, che la scorsa settimana ha inviato una mail ai presidenti delle Regioni e, per conoscenza, ai ministri della Salute e degli Affari regionali. ”Come noto”, è riportato nella missiva, “l’Italia ha aderito all’iniziativa dell’Ue per l’acquisto del più ampio portafoglio possibile di vaccini”. Visto che le prime dosi “potrebbero essere disponibili già a partire dai primi mesi del prossimo anno” vanno individuati i soggetti da vaccinare. “In particolare”, scrive Arcuri “il vaccino Pfizer, il cui iter di validazione sembra essere, ad oggi, il più avanzato, permetterebbe all’Italia di disporre già dal fine gennaio 2021 di circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 mln di persone. È necessario, pertanto, scegliere il target di cittadini a cui somministrare le prime dosi disponibili”. Per cui “appare prioritario” mette nero su bianco il commissario nazionale, “salvaguardare quei luoghi che nel corso della pandemia hanno rappresentato il principale canale di contagio e diffusione del virus”, a partire “dagli ospedali e i presidi residenziali per anziani”. La Regione Umbria ha individuato un gruppo di lavoro per passare il rassegna e mappare i soggetti più a rischio tra i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari, da una parte, gli ospiti ultra sessantacinquenni delle residenze sanitarie assistite, all’altra. “Il gruppo di lavoro si è già insediato e riunito”, ha aggiunto Onnis. Allo studio anche la logistica per predisporre piani di stoccaggio e la somministrazione. Il vaccino Pfizer, per cui è stata annunciata una efficacia sul 90% dei casi, va conservato a 70-80 gradi sotto zero. Serve allestire una “catena del freddo”. Il dipartimento di Protezione civile della Regione Umbria sta già lavorando a un bando di gara-manifestazione di interesse per affidare il servizio a una delle ditte di frigoriferi operanti sul mercato. Non c’è al momento l’intenzione di acquistare i macchinari. Oltre al ribasso sull’importo a base d’asta, sarà valutata anche la celerità del servizio.